Opposizione allo stato passivo, stop ai documenti già prodotti in sede di verifica

Nel giudizio di opposizione allo stato passivo, l’opponente è tenuto, a pena di decadenza, solo ad indicare specificatamente in seno al ricorso i documenti già prodotti nel corso della verifica dello stato passivo innanzi al giudice delegato.

L’art. 99, comma 2, n. 4) L.F. dispone testualmente che nell’opposizione allo stato passivo, il ricorso debba contenere “a pena di decadenza (…) l’indicazione specifica dei mezzi di prova di cui il ricorrente intende avvalersi e dei documenti prodotti”.

E’ chiaro, sostiene la Corte, come tale norma imponga all’opponente la mera indicazione dei documenti già prodotti in giudizio, non prevedendo alcun obbligo di allegazione degli stessi.

Ma cosa succede nel caso in cui l’opponente, pur indicando in ricorso i documenti già prodotti di cui intenda avvalersi, ometta di depositare tali atti nella fase di opposizione allo stato passivo?

La Corte, sul punto, afferma che il documento prodotto dal creditore, unitamente alla domanda di insinuazione allo stato passivo, una volta depositato, entri a far parte del fascicolo della procedura fallimentare dell’ufficio che, come noto, contiene “gli atti, i documenti, gli allegati, le ricevute di posta elettronica certificata e i dati del procedimento medesimo da chiunque formati, ovvero le copie informatiche dei medesimi atti quando siano stati depositati su supporto cartaceo”. Pertanto, in caso di successiva impugnazione dello stato passivo, il documento depositato rientra nella sfera di cognizione del giudice dell’impugnazione, alla sola condizione che esso sia stato espressamente indicato dalla parte che impugna in seno al ricorso in opposizione.

Da ciò il seguente principio di diritto enunciato dalla Corte:

Nel giudizio di opposizione allo stato passivo, l’opponente è tenuto, a pena di decadenza, solo ad indicare specificatamente in seno al ricorso i documenti già prodotti nel corso della verifica dello stato passivo innanzi al giudice delegato; ne consegue che, in difetto di produzione del documento indicato specificatamente in ricorso, il tribunale deve disporne l’acquisizione dal fascicolo della procedura fallimentare ove esso è custodito”.

Cass., Sez. I, 18 maggio 2017, n. 12549

Giulia Camilli – g.camilli@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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