Stop alla nomina del professionista facente funzioni di O.C.C. da parte del tribunale

Il Tribunale di Treviso con il recente decreto dello scorso 12 ottobre, uniformandosi a quanto statuito dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 19740/17, ha rigettato il ricorso presentato da un debitore per la nomina di un professionista facente funzioni di O.C.C. ex art. 15 L. 3/2012, avendo rilevato che nel Circondario del Tribunale adito risultava costituito un Organismo di Composizione della Crisi da sovraindebitamento.

E’ difatti di poco precedente al decreto in esame, l’ordinanza con cui la Corte di Cassazione ha stabilito che “nel quadro della disciplina dei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio di cui agli articoli 6 e seguenti della legge 27 gennaio 2012, n. 3, l’organismo di composizione della crisi disciplinato dall’articolo 15 assume un ruolo centrale, che si connota non solo per i profili di indipendenza e professionalità necessari agli adempimenti contemplati, ma anche per l’evidente carattere di specializzazione giudicata necessaria dal legislatore, desumibile dal rilievo che la norma ha previsto l’istituzione di organismi stabili destinati ad essere iscritti in un apposito registro. Tale previsione rimarrebbe gravemente menomata se si ammettesse l’affidamento sine die dei compiti e delle funzioni attribuiti agli organismi di composizione della crisi, ed in alternativa ad essi, anche ad un soggetto idoneo a svolgere le funzioni di curatore fallimentare ovvero ad un notaio, cui si riferisce il comma 9 del citato articolo 15”.

Si legge, ancora, nell’Ordinanza “va da sè che tale disposizione ha da essere riferita ai casi in cui sia mancata la costituzione degli organismi di composizione della crisi con iscrizione di essi nell’apposito registro tenuto presso il Ministero della giustizia, il che è reso manifesto non soltanto dall’inciso “Fino all’entrata in  vigore del regolamento di cui al comma 3”, contenuto dello stesso citato comma 9, ma in più generale, dall’articolo 7 della stessa legge, il quale esordisce stabilendo che il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori l’accordo di ristrutturazione ivi previsto “con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi di cui all’art. 15”, che abbiano “sede nel circondario del tribunale competente” (cfr. Corte di Cassazione, Sez. VI,  Ordinanza n. 19740, 08 agosto 2017)

Dunque, qualora nel Circondario del Tribunale abbia sede un Organismo di Composizione della Crisi regolarmente costituito ed iscritto nel Registro degli O.C.C. non sarà più possibile rivolgersi al Tribunale per la nomina di un professionista attestatore (definito O.C.C. o gestore della crisi).

Tribunale di Treviso, decreto del 12 ottobre 2017

Antonella Mafrica – a.mafrica@lascalaw.com

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