Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Sovraindebitamento e liquidazione parziale dei beni ipotecati

In tema di sovraindebitamento segnaliamo la pronuncia del Tribunale di Rimini, con la quale è stata rigettata una proposta di ristrutturazione del debito avanzata ai sensi della legge n. 3/2012 (legge sul sovraindebitamento).

In particolare, il ricorso presentato dal debitore, avente ad oggetto due diversi immobili, conteneva la seguente proposta: la banca creditrice sarebbe stata soddisfatta attraverso la vendita del bene A, sul quale gravavano sia un’ipoteca di primo grado, per un credito di € 304.906,00, sia un’ipoteca di secondo grado, per un credito di € 194.811,00, vantato dalla stessa banca. Il bene B, invece, sul quale gravava l’ipoteca di primo grado relativa al credito di € 194.811,00, sarebbe rimasto nella disponibilità del debitore.

La proposta presentata dal debitore, dunque, prevedeva la liquidazione parziale degli immobili ipotecati dalla banca creditrice e quindi una falcidia del credito ipotecario non perfettamente conforme a quanto previsto dall’art. 7 della legge n. 3/2012 (articolo che disciplina i presupposti di ammissibilità del ricorso).

Tale strategia non è stata condivisa dal Tribunale, il quale ha affermato il seguente principio: «non è conforme all’art. 7 della l. n. 3 del 2012 la proposta nella parte in cui preveda che il credito sia soddisfatto (in via del tutto eventuale) esclusivamente con il residuo della vendita di un bene A (e declassato a chirografario per il resto) e non mediante il ricavato della vendita del bene su cui grava la garanzia ipotecaria (di primo grado) che lo assiste (ossia un secondo bene B)».

Secondo il Tribunale, pertanto, non è derogabile, neanche con il consenso delle parti, il limite imposto dal primo comma dell’art. 7 della l. n. 3/2012, nella parte in cui precisa che i crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca possono non essere soddisfatti integralmente, allorché ne sia assicurato il pagamento in misura non inferiore a quella realizzabile in via liquidatoria[1].

Tribunale di Rimini, 26 dicembre 2019

Riccardo Cammarata – r.cammarata@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

[1] Ai sensi dell’art. 7 comma 1 della legge n. 3/2012 «E’ possibile prevedere che i crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca possono non essere soddisfatti integralmente, allorché ne sia assicurato il pagamento in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o ai diritti sui quali insiste la causa di prelazione, come attestato dagli organismi di composizione della crisi».

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