La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Sostiene di aver pagato, ma dimentica di essere inadempiente da sei anni

Cosa succederebbe se il debitore dichiarasse di aver pagato dimenticandosi di essere inadempiente da sei anni?

Nulla di piacevole.

La risposta del Tribunale di Ferrara non lascia spazio a dubbi: “L’onere di provare l’estinzione totale o parziale dell’obbligazione gravava sui debitori, che non vi hanno provveduto, limitandosi ad affermare “di avere versato rate per un anno” […] dimenticandosi che sono inadempimenti da sei anni…”.

Dunque, ruota tutto intorno all’onere probatorio.

Ragione per cui, anziché affermare di aver pagato, i debitori avrebbero dovuto dimostrare tale circostanza, poiché in difetto, nulla avrebbe potuto impedire al giudice di giungere ad una sentenza di rigetto.

Paradigmatica, in questa direzione, l’ormai nota decisione delle Sezioni Unite: “Il creditore, sia che agisca per l’adempimento, per la risoluzione o per il risarcimento del danno, deve dare la prova della fonte negoziale o legale del suo diritto e, se previsto, del termine di scadenza, mentre può limitarsi ad allegare l’inadempimento della controparte: sarà il debitore convenuto a dover fornire la prova del fatto estintivo del diritto, costituito dall’avvenuto adempimento” (Cass., Sezioni Unite, 30.10.2001, n. 13533.).

Nello stesso solco, anche tutta la giurisprudenza successiva: “Il creditore che agisce per il pagamento di un suo credito è tenuto unicamente a fornire la prova del rapporto o del titolo dal quale deriva il suo diritto […] soltanto di fronte alla comprovata esistenza di un pagamento avente efficacia estintiva (cioè puntualmente eseguito con riferimento ad un determinato credito) l’onere della prova viene nuovamente a gravare sul creditore, il quale controdeduca che il pagamento deve imputarsi ad un credito diverso o più antico (cfr. ex multis: Cass. Sez. 3, Sentenza n. 20288 del 04/10/2011; Cass., sez. II, 11.04.2013, n. 8901; Trib. Messina, 06.02.2014, n. 271; Trib. Messina, 952/2014; Trib. Agrigento, 23.02.2015, n. 352; e Trib. Milano, 20.01.2017, n. 739).

In questi termini, il Giudice non avrebbe, pertanto, potuto giungere a conclusioni differenti.

Trib. Ferrara, 31/07/2017, n. 794 (leggi la sentenza)

Francesco Concio – f.concio@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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