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Sospensione feriale per il termine di notifica agli eredi impersonalmente

La sentenza n. 138/2020 della Seconda Sezione della Corte di Cassazione ha affermato il principio di diritto secondo il quale, per la riassunzione del giudizio dopo il decesso di una parte, il termine annuale per la notifica agli eredi impersonalmente presso l’ultimo domicilio del defunto è soggetto alla sospensione feriale dei termini.

Nel caso in esame, era stata impugnata in Cassazione, una sentenza della Corte di Appello di Venezia che, confermando la pronuncia di primo grado, respingeva la domanda di usucapione promossa dai condividenti su alcuni beni caduti in successione e confermava, altresì, lo scioglimento della comunione ereditaria e la divisione per assegnazione di lotti e conguagli.

Fra i diversi motivi di doglianza, i ricorrenti principali e il ricorrente incidentale avevano denunciato la violazione dell’art. 303 c.p.c., per non aver il Giudice del gravame rilevato l’inesistenza della notifica della riassunzione effettuata – oltre un anno dalla morte della condividente –  collettivamente ed impersonalmente agli eredi presso l’ultimo domicilio della defunta.

Nel caso di specie, infatti, tale termine sarebbe stato rispettato sole se si fosse tenuto conto della sospensione feriale, altrimenti avrebbe dovuto essere considerato spirato.

Respingendo la suddetta eccezione, la Suprema Corte ha inequivocabilmente affermato che il termine di cui all’art. 303, II comma c.p.c. che consente la notifica collettiva ed impersonale agli eredi presso l’ultimo domicilio del defunto entro l’anno dalla morte, è soggetto alla sospensione feriale dei termini processuali, trattandosi, appunto, di termine processuale e non sostanziale (come erroneamente sostenuto dai ricorrenti).

Secondo la Cassazione, infatti, sia per la sua fonte legale, sia per la sua contenuta durata, la sospensione feriale dei termini non è in grado di incidere sulla relazione fattuale tra gli eredi e l’ultimo domicilio del de cuius.

Con la Sentenza n. 138/2020, la Seconda Sezione della Corte di Cassazione ha, dunque, affermato il principio di diritto a mente del quale, “il termine di un anno entro il quale il processo interrotto per morte della parte può essere riassunto, a norma dell’art. 303, II comma, c.p.c., con atto notificato collettivamente ed impersonalmente agli eredi nell’ultimo domicilio del defunto è un termine di natura processuale, soggetto all’ordine risa sospensione feriale dei termini processuali”.

Cass., Sez. II, 8 gennaio 2020, n. 138

Valeria Misticoni – v.misticoni@lascalaw.com

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