Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Sospensione feriale dei termini: è l’eccezione, non la regola

Duplici sono i le questioni nel merito affrontate dalla Corte di Cassazione nella recentissima pronuncia depositata il 13.1.17 e rubricata al n. 784/17 a seguito del ricorso presentato dalla Sig.ra B. E., sottoposta ad amministrazione di sostegno, avverso la pronuncia della Corte d’Appello di Genova con la quale la Corte Territoriale ha dichiarato inammissibile il reclamo proposto ex art- 720 bis, 2. co. dalla signora avverso i decreti del Tribunale Savona che liquidavano alcuni compensi in favore dell’Amministratore in quanto inerenti alla “fase gestionale” dell’Amministrazione.

Tuttavia, la Corte ha dovuto pronunciarsi, in via preliminare, sull’eccezione proposta dal controricorrente (nonché Amministratore di sostegno) riguardante la tardività del ricorso in cassazione, poiché la ricorrente non avrebbe potuto fruire, nel computo dei termini per l’impugnazione, della sospensione feriale dei termini ai sensi della legge 7 ottobre 1969, n. 742 e dell’art. 92 ord. giud. con la previsione dell’urgente trattazione delle cause civili relative ai procedimenti di amministrazione di sostegno.

La Corte non ha accolto tale eccezione: con riferimento alle cause relative ai procedimenti “per l’adozione di provvedimenti in materia di amministrazione di sostegno”, deve darsi un’interpretazione restrittiva perché il detto effetto si ricollega soltanto ai provvedimenti aventi natura decisoria, non anche quelli di tipo amministrativo – gestorio.

Pertanto, il carattere eccezionale della norma di cui all’art. 3 della legge 742 che, per i suddetti procedimenti pone una precisa deroga al principio generale di sospensione dei termini processuali durante il periodo feriale, comporta non solo che non possa esserne estesa l’applicazione a tipologie di controversie diverse, ma anche che la categoria dei provvedimenti giurisdizionali sottratti all’operatività della regola generale siano individuati con rigorosa interpretazione.

Dopo aver rigettato tale eccezione preliminare, la Corte ha pertanto proseguito relativamente ai motivi del ricorso nei termini che seguono.

Con la prima ragione del ricorso la ricorrente lamenta l’errore di valutazione in cui è incorsa la Corte Territoriale circa la natura del provvedimento di liquidazione dei compensi dell’Amministratore, escludendolo dal novero di quelli reclamabili innanzi la Corte di Appello.

Respingendo tale primo motivo, la Corte di Cassazione ha ricordato l’esistente e netta distinzione tra provvedimenti decisori ed i provvedimenti gestionali nell’ambito di un procedimento di amministrazione di sostegno, con conseguente esclusione dei secondi al reclamo dinanzi alla Corte di Appello ex art. 720 bis. 2 co. e riconoscendo, semmai, per questi la possibilità di proporre ricorso dinanzi al Tribunale in composizione Collegiale.

Gli Ermellini hanno invece ritenuto ammissibile il secondo motivo di ricorso proposto in via subordinata dalla ricorrente con il quale la stessa denuncia l’esclusione della translatio iudicii, trattandosi nella sostanza di una questione di competenza e non di mera inammissibilità, con la conseguente pronuncia di rimessione della causa al Tribunale di Savona.

Cass., sez. I, 13 gennaio 2017, n. 784 (leggi la sentenza)

Valeria Arosiov.arosio@lascalaw.com

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