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Sospensione della procedura esecutiva per la probabile sussistenza del reato di usura

La riflessione sul tema muove le mosse dall’ordinanza del Tribunale di Roma che, a seguito del provvedimento di sospensione dei termini della procedura esecutiva disposta dalla Procura della Repubblica ai sensi dell’art. 20 legge 44/99, ha ordinato la prosecuzione delle operazioni di vendita.

I fatti traggono origine dalla presentazione della denuncia da parte dei debitori esecutati contro diversi Istituti di Credito per il reato di usura, accompagnata dalla richiesta di accesso al Fondo di Solidarietà e dall’istanza di sospensione delle procedure esecutive pendenti.

Nel procedimento penale incardinato, il Pubblico Ministero, rilevato che sulla scorta degli accertamenti svolti è apparso possibile il superamento delle soglie legali, ha emesso un primo provvedimento di sospensione delle procedure esecutive pendenti.

Il Giudice dell’Esecuzione, acquisito il provvedimento della Procura, ha quindi disposto la sospensione della procedura per trecento giorni.

Successivamente al decorso del termine e alla riassunzione della procedura, i debitori esecutati hanno presentato una nuova denuncia alla Prefettura per il reato di usura nei confronti di altro Istituto di Credito con contestuale ulteriore richiesta di sospensione dei termini delle procedure pendenti a seguito della quale la Procura delle Repubblica, ha emesso un ulteriore provvedimento sospensivo delle procedure pendenti.

In questa occasione, il Giudice dell’Esecuzione, pur considerato il carattere vincolante delle sospensioni in oggetto per la giurisdizione civile in ordine all’esistenza dei presupposti giustificativi del provvedimento (SS.UU. 2017) ha osservato che, atteso il carattere eccezionale della norma, compete sempre al singolo Giudice vagliare se sussistano i presupposti per sospendere la singola procedura esecutiva, con la conseguenza che la sospensione possa essere negata se il Giudice ritenga che non sussistano i presupposti che rientrano nella sua diretta sfera di controllo.

Nel caso in esame, l’aver già fruito della sospensione per la medesima causa, è stato considerato dal Tribunale ostativo alla concessione della sospensione dei termini della procedura esecutiva, ritenendo la stessa non rinnovabile né prorogabile neppure in presenza di un nuovo provvedimento favorevole del P. M., e disponendo, conseguentemente, la prosecuzione delle operazioni di vendita.

Tribunale di Roma, ordinanza dell’8 giugno 2021

Ilaria Piroddi i.piroddi@lascalaw.com

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