Mediazione bancaria

Sono trascrivibili i verbali di mediazione contenenti accordi che incidono sui diritti reali

Trib. Roma, 17 novembre 2015, n. 7948 (leggi la sentenza)

Il Tribunale di Roma, con il decreto n. 17 novembre 2015 n. 7948, torna ad esprimersi sulla trascrivibilità degli accordi raggiunti all’esito della procedimento di mediazione, previsto dall’art. 5 d.lgsl. n. 28 del 2010.

Nel caso in esame, infatti, il Conservatore dei registri immobiliari aveva trascritto con riserva un accordo di divisione immobiliare concluso all’esito di un procedimento di mediazione, adducendo l’intrascrivibilità dell’atto. A suo avviso, infatti, il medesimo non era qualificabile come transazione e, pertanto, non rientrava nell’elenco di atti trascrivibili previsto all’art. 2643 c.c.

Il Tribunale capitolino precisa che, in forza del principio di specialità, la disciplina in tema di trascrizione dell’accordo stipulato fra le parti in sede di mediazione deve essere rinvenuta nelle disposizioni in materia di mediazione civile e non già nelle disposizioni in materia di trascrivibilità degli atti poste dal codice civile. Infatti, l’elenco previsto all’art. 2643 c.c. non è esaustivo, essendovi altre disposizioni che prevendono tale formalità in relazione ad atti diversi, tra le quali vi è l’art. 2646 c.c. in tema di contratti di divisione di beni immobili caduti in comunione, materia inclusa tra le controversie per cui è prevista la mediazione obbligatoria.

L’interpretazione fornita dal Conservatore, pertanto, si pone in contrasto, non solo con un’interpretazione sistematica delle norme sulla mediazione (che devono essere coordinate con quelle previste da codice civile), ma anche con la ratio sottesa all’istituto medesimo della mediazione, improntata ad un’ottica di deflazione del contenzioso. Se si negasse la possibilità di trascrivere l’accordo concluso in questa sede, si frustrerebbe la funzione medesima dell’istituto, in quanto le parti non avrebbero alcun interesse a raggiungere un accordo non trascrivibile e, quindi, inefficace nei confronti dei terzi creditori o futuri aventi causa.

La conclusione del Tribunale romano, che accoglie il reclamo proposto dal ricorrente, è dunque particolarmente interessante, poiché precisa che l’accordo di mediazione non è un negozio contrattuale autonomo, ma un mero “involucro esterno”, l’occasione che rende possibile la conclusione di un contratto, la cui natura non muta per il solo fatto di essere stato concluso in quella sede. Pertanto, riconosce la trascrivibilità dell’accordo, subordinandola unicamente all’autenticazione delle sottoscrizioni da parte di un notaio.

3 febbraio 2016

Mariangela Boneram.bonera@lascalaw.com

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