Crisi e procedure concorsuali

Soglia minima di soddisfacimento dei creditori nella proposta di concordato preventivo

Tribunale di Bergamo, 4 dicembre 2014

“La proposta di concordato preventivo che preveda una soddisfazione dei creditori chirografari inferiore al 3% del credito dagli stessi vantato non è idonea a garantire la realizzazione della causa concordataria, intesa come funzione economica, ed a riconoscere al debitore il beneficio della liquidazione concorsuale del suo patrimonio con lo strumento, alternativo al fallimento, del concordato preventivo”.

Il Tribunale di Bergamo ha affrontato la questione relativa alla percentuale minima di soddisfacimento dei creditori chirografari e ha dichiarato l’inamissibilità di una proposta di concordato preventivo che preveda la soddisfazione della suddetta categoria di creditori inferiore al 3%.

Nel caso di specie, la proposta della debitrice indica nel 2,77% la percentuale orientativa di soddisfacimento del ceto creditorio chirografario e viene ritenuta dal Tribunale inidonea, da un lato, a soddisfare la funzione economica del concordato e, dall’altro, ad attribuire al debitore il beneficio della liquidazione concorsuale del patrimonio con lo strumento, alternativo al fallimento, del concordato preventivo; e ciò in quanto si tratta di una percentuale minima e prossima allo zero, tra l’altro espressamente non garantita dalla proponente, con il concreto rischio di totale insoddisfazione del ceto creditorio in caso di scostamenti, in spregio al principio dettato dalla Suprema Corte secondo cui non è ammissibile, da un punto di vista giuridico, una proposta concordataria che non assicuri il soddisfacimento di tutti i creditori in un lasso di tempo ragionevolmente breve.

Il Giudice, nel solco già tracciato dal Tribunale di Modena con decreto del 3 settembre 2014, individua così nel 3% la soglia minima che consente di ritenere apprezzabile ed effettivo il soddisfacimento dei creditori; una percentuale inferiore a detta soglia, infatti, va considerata nella sostanza irrisoria e quindi tamquam non esset.

11 maggio 2015

Sofia Carnelli – s.carnelli@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Anche la Corte Costituzionale dovrà esprimersi sulle modifiche alle procedure di sovraindebitamento...

Crisi e procedure concorsuali

La rivincita del promissario acquirente

Facciamo seguito a nostri precedenti articoli sul tema della decorrenza del termine per la riassunzi...

Crisi e procedure concorsuali

La Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sull’annosa questione del dies a quo di decorrenz...

Crisi e procedure concorsuali

X