Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Soddisfazione immediata del credito: ammissibilità del cumulo dei mezzi di espropriazione

Nell’ambito di una procedura esecutiva, la scelta di cumulare due mezzi espropriativi da parte del creditore procedente non può essere ritenuta abusiva, se l’interesse riguarda il soddisfacimento immediato del proprio credito effettuato come mezzi idonei e congrui. Ne deriva che la richiesta avanzata dal debitore di circoscrivere l’esecuzione solamente ad una procedura, ai sensi dell’art. 483 c.p.c., deve essere respinta.

Questo è il principio espresso dal Tribunale di Genova con l’ordinanza del 19 giugno 2020.

La vicenda in esame trae origine a seguito del deposito da parte del debitore esecutato dall’istanza di opposizione al cumulo dei mezzi di espropriazione ex art 483 c.p.c., con la quale sosteneva che il credito azionato risultava essere già oggetto, da un lato di una procedura immobiliare radicata in precedenza da un creditore chirografaro, (successivamente sospesa per conversione del pignoramento), dall’altro di una procedura esecutiva nella forma del pignoramento presso terzi.

In via preliminare, appare opportuno sottolineare come l’opposizione al cumulo dei mezzi di espropriazione sia un istituto avente carattere speciale, in quanto è volto a tutelare il debitore dagli abusi del creditore. L’opposizione al cumulo dei mezzi di espropriazione si differenzia dalle altre opposizioni esecutive per la sua “diversità ontologica“, rappresentata dal fatto che non è soggetta a termini di decadenza. Trattandosi di un rimedio endoprocessaule, può quindi essere attivato in qualsiasi momento della procedura. Ne consegue che l’istanza da parte del debitore è sempre ammissibile in qualsiasi momento.

Nello caso di specie, il creditore procedente, a seguito del deposito dell’istanza ex art. 483 c.p.c., ha eccepito l’inammissibilità della domanda attorea, sostenendo che la limitazione del cumulo non fosse proponibile in relazione alle procedure concluse. Inoltre, il creditore ha evidenziato come sul compendio pignorato gravassero altre due ipoteche, con una riduzione delle possibilità di soddisfacimento integrale della pretesa creditoria. Di qui la necessità di avviare altra e diversa azione esecutiva, nel caso di specie nella forma del pignoramento presso terzi.

Il Tribunale di Genova si è pronunciato in favore del creditore procedente, richiamando una pronuncia della Corte di Cassazione con la quale ha affermato “la necessità di coordinare il principio della cumulabilità dei mezzi di esecuzione con il divieto di abuso degli strumenti processuali” (sentenza n. 7078 del 9.04.2015). E’ dunque consentito al creditore, che non trovi immediata soddisfazione della sua pretesa creditoria con una procedura esecutiva, di avviarne un’altra.

Nel caso in esame il creditore procedente avviava una seconda procedura al fine di tutelare la propria pretesa creditoria potenzialmente minata dalla presenza di altri creditori ipotecari.

Tale interesse è espressamente riconosciuto dalla giurisprudenza come “legittimità del cumulo” e per tale ragione il Tribunale di Genova ha rigettato l’istanza del debitore esecutato.

Alessandro Ciccarelli – a.ciccarelli@lascalaw.com

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