La revocatoria dell’atto di scissione è inammissibile

Socio nudo proprietario di quote, tu all’assemblea non partecipi

Il socio nudo proprietario di quote di società a responsabilità limitata non ha diritto di partecipare all’assemblea. È quanto stabilito dal Tribunale di Firenze lo scorso aprile.

Le norme di riferimento nel caso in esame sono gli articoli 2352 e 2370 c.c.

La prima disposizione, richiamata dall’art. 2471-bis c.c. dettato in materia di s.r.l., prevede che nel caso di usufrutto di azioni (e dunque anche nell’ipotesi di partecipazioni di s.r.l.) il diritto di voto spetta all’usufruttuario; il sesto comma di tale norma sancisce altresì che “salvo che dal titolo o dal provvedimento del giudice risulti diversamente, i diritti amministrativi diversi da quelli previsti nel presente articolo spettano, nel caso di pegno o usufrutto, sia al socio sia al creditore pignoratizio o all’usufruttuario; nel caso di sequestro sono esercitati dal custode“.

L’art. 2370 c.c. dispone, invece, che “possono intervenire all’assemblea coloro ai quali spetta il diritto di voto”.

Quest’ultima norma in particolare sancisce la stretta strumentalità tra la partecipazione all’assemblea e l’esercizio del diritto di voto, principio che peraltro si evince dalla medesima relazione al DLgs. 6/2003, laddove si afferma che “il diritto di intervento in assemblea è stato reso funzionale all’espressione del voto; si è perciò circoscritto il diritto di intervento ai soli azionisti cui spetta il diritto di voto, così escludendo l’intervento dei nudi proprietari delle azioni“.

L’utilità intrinseca della partecipazione assembleare è dunque volta non tanto a favorire la partecipazione al dibattito assembleare a fini informativi, quanto piuttosto ad agevolare la formazione della volontà sociale.

Il dettato normativo dell’art. 2370 c.c. deve, quindi, essere interpretato restrittivamente: fuori dai casi nominati in cui il legislatore per varie ragioni ha attribuito il diritto di partecipazione ad altri soggetti (ad esempio l’art. 147, comma 111, TUF che, nel caso degli azionisti di risparmio privi del diritto di voto, prevede la partecipazione dei rappresentante comune di categoria a tutela dell’informazione assembleare e della legalità delle deliberazioni), possono partecipare alle assemblee solo gli azionisti (o titolari di partecipazioni di s.r.l.) che hanno diritto di voto.

Il ricorrente, a sostegno della propria domanda, invocava proprio l’applicazione del summenzionato articolo 2352. Ma in verità la lettera di tale norma è piuttosto generica; inoltre, alla luce del dettato dell’art. 2370 c.c., non può essere interpretata in maniera estensiva, ricomprendendo il diritto di partecipazione tra i diritti amministrativi “innominati” di cui al citato art. 2352.

Appare infatti maggiormente conforme al sistema assembleare vigente interpretare l’art. 2370 c.c. come espressione di un principio generale derogabile solo in forma espressa.

Ulteriore conferma a tale interpretazione arriva dalla giurisprudenza di legittimità la quale, pur essendosi espressa in merito ad una fattispecie diversa, ha comunque appoggiato il principio della funzionalizzazione della partecipazione all’assemblea all’esercizio del diritto di voto (“anche il diritto d’intervento in assemblea si configura, infatti, come uno di quei diritti amministrativi inerenti alla disponibilità dell’azione di cui è naturale ipotizzare che il sequestro penale, in coerenza con la propria stessa funzione, privi il titolare. Né, d’altronde, può farsi a metto di rilevare come un tal diritto sia naturalmente (ancorché non necessariamente) connesso col diritto di voto: di modo che solo in situazioni ben specificate dal legislatore (o altrimenti chiaramente desumibili dal sistema) potrebbe ipotizzarsi resistenza di un diritto del socio di partecipare ad un’assemblea in cui egli non possa invece votare, con conseguente invalidità della deliberazione alla quale non sia stato posto in grado d’intervenire” (Cass. sez. I, sentenza n. 13169 del 18.6.2005).

Alla luce di quanto appena detto ed in considerazione della generica lettera dell’art. 2352, u.c., c.c., non è dunque desumibile alcun indice idoneo ad attribuire al socio nudo proprietario il diritto di partecipare al l’assemblea.

Tribunale di Firenze, sentenza del 27 aprile 2019

Edoardo Fracasso – e.fracasso@lascalaw.com

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