Socio fallito: condannato e mazziato

Nel procedimento per l’esdebitazione dei soci personalmente dichiarati falliti, il Giudice deve necessariamente attendere il passaggio in giudicato della sentenza del procedimento penale di bancarotta.

I Soci di una società di persone, anch’essi dichiarati falliti e coinvolti in un procedimento penale per bancarotta fraudolenta ex art. 216 l.f., propongono ricorso per esdebitazione.

Come noto, il fallito persona fisica è ammesso al beneficio della liberazione dai propri debiti nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti a termine della procedura, qualora ricorrano le condizioni previste dall’art. 142 l.f..

In particolare, il fallito non deve aver riportato condanne con sentenza passata in giudicato per il reato di bancarotta fraudolenta o per altri delitti contro l’economia pubblica oppure, ancora, in relazione ad altri delitti compiuti relativamente all’esercizio dell’attività d’impresa.

Nel caso di odierno esame, al termine del giudizio penale di primo grado, i ricorrenti erano stati condannati per bancarotta semplice e non per il reato di bancarotta fraudolenta come richiesto dalla pubblica accusa.

Il reato di bancarotta semplice, di per sé, non è annoverato tra i motivi ostativi per l’ottenimento del beneficio di esdebitazione e, pertanto, il Giudice ben avrebbe potuto accogliere il ricorso.

Si è, optato, tuttavia, per una decisione differente.

Applicando estensivamente la disposizione dell’articolo 142, il Tribunale Lombardo ha ritenuto, comunque, di sospendere il giudizio di esdebitazione nell’attesa del definitivo esito del procedimento penale “atteso che, ai sensi dell’art. 597, terzo comma, c.p.p., il Giudice dell’appello, salvo il divieto di reformatio in peius della pena in caso di impugnazione del solo imputato, ha comunque la facoltà di fare al fatto una definizione giuridica più grave”.

Bisognerà necessariamente rimanere aggiornare sui successivi sviluppi della questione: qualora venisse confermato tale orientamento, per le persone fisiche fallite, ciò rappresenterà sicuramente, un grattacapo di non poca rilevanza con cui fare i conti.

Trib. Brescia, Ord., 18 dicembre 2019

Sacha Loforese – s.loforese@lascalaw.com

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