Sintesi e chiarezza: i criteri guida per la trattazione scritta

In tema di redazione di note d’udienza a trattazione scritta occorre rispettare i limiti di sintesi e chiarezza, affinché esse possano essere oggetto di verbalizzazione. Il deposito di note che non soddisfi tali requisiti potrà subire l’espunzione da parte del Giudice, che avrà la facoltà di non considerarle ai fini della decisione.

Questo il principio enunciato dal Tribunale Ordinario di Bari, con il recente provvedimento del 10/03/2021, oggetto del presente commento.

Come noto, tra le misure urgenti adottate per contrastare l’emergenza epidemiologica, in ambito di giustizia civile e non solo, l’art. 83, co. 7, lett. h), D.L. 18/2020 ha previsto lo svolgimento delle udienze cosiddette cartolari. Trattasi di udienze ove il verbale viene formato in virtù delle note scritte depositate dalle parti, contenenti “le sole istanze e conclusioni”.

Si tenga, poi, conto che presso ogni Tribunale sono stati istituti dei protocolli d’udienza da osservare in via aggiuntiva rispetto alla formulazione di cui all’art. 83, co. 7, lett. h), D.L. 18/2020 e che sono finalizzati anch’essi a regolamentare lo svolgimento delle attività processuali e a garantire una gestione proficua delle udienze.

Il Consiglio Nazionale Forense rammenta in ogni caso l’importanza della sinteticità e della chiarezza, quale criterio guida nella redazione delle note d’udienza, che devono contenere giustappunto un prospetto sintetico dell’oggetto e della tipologia delle istanze avanzate. Se del caso, appare pienamente efficace un mero rinvio agli atti già depositati in telematico.

Infatti, la previsione dell’udienza con modalità cartolare non diviene sede per stilare nuovi atti e argomentare oltre ciò che si sarebbe esposto assistendo in presenza. Ciò è stato confermato dal Tribunale Ordinario di Bari, il quale con il recente provvedimento oggetto dell’odierna analisi ha dichiarato di non poter tenere conto, in sede di decisione, delle note depositate nel caso di specie dall’attore, poiché non conformi ai canoni di sintesi e di chiarezza.

Sfociare in prolisse e distese pagine non si attaglia, infatti, alla natura della trattazione scritta, che si pone lo scopo di fornire al Giudice i termini strettamente necessari a formare il verbale d’udienza con estrema concisione e, purtuttavia, completezza.

In conclusione, come chiaramente affermato dal Tribunale pugliese, la conglobazione nei verbali di udienza delle proprie istanze difensive, quali depositate a mezzo note di trattazione scritta, non è per così dire “scontata” né automatica: il rischio concreto in cui si incorre nel depositare note non conformi ai canoni individuati è quello di vedere le stesse giacere nell’oblio.

Trib. Bari, 10 marzo 2020 

Melissa Rapelli – m.rapelli@lascalaw.com

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