Diritto Processuale Civile

Si può richiedere la cancellazione di un’ipoteca con un ricorso d’urgenza?

Il Tribunale di Como, con pronuncia del 16 settembre 2015, ha ribadito l’impossibilità di richiedere la cancellazione dell’ipoteca con un ricorso ex art. 700 c.p.c, anche in seguito alla riforma del 2005.

Nella pronuncia qui in commento, il ricorrente chiedeva, con ricorso d’urgenza, la cancellazione dell’ipoteca giudiziale iscritta a suo carico, in virtù di una sentenza di separazione personale. Il medesimo, ai fini della cancellazione ipotecaria, adduceva, quale fumus boni iuris, l’insussistenza dei diritti di credito in favore della controparte e, quale periculum in mora, la difficoltà di vendita dell’immobile oggetto di ipoteca proprio in ragione della pregiudizievole.

Il Tribunale di Como, preso atto delle difese della resistente che chiedeva il rigetto del ricorso, dichiarava l’inammissibilità della domanda cautelare, in ragione del disposto dell’art. 2884 c.c. per il quale, ai fini della cancellazione di un’iscrizione ipotecaria, è richiesta una sentenza passata in giudicato ovvero un altro provvedimento definitivo.

Secondo il provvedimento in esame, è appunto la lettera della norma suindicata a costituire il principale ostacolo all’operatività dello strumento d’urgenza. A detta del Tribunale di Como è proprio tale connotato di definitività, che è carente nel provvedimento ex art. 700 c.p.c. Tale caratteristica è, comunque, rilevabile anche in seguito alle modifiche apportate al sistema processuale cautelare ad opera della l. 80/2005.

Con la novella di cui alla L. 80/2005, infatti, i provvedimenti d’urgenza hanno assunto funzione e valenza anticipatoria del giudizio di merito. L’introduzione del giudizio di merito, però, è una mera facoltà delle parti: non sono pertanto venuti meno i caratteri di provvisorietà e temporaneità tipici dei provvedimenti di cui all’art. 700 c.p.c., che li rendono incompatibili con le esigenze di stabilità e non modificabilità sottese all’art. 2882 c.c.

Inoltre, il Tribunale afferma che, anche a volersi ammettere la possibilità di un ricorso d’urgenza per la cancellazione, l’eventuale provvedimento favorevole al ricorrente sarebbe rappresentato da un facere infungibile – vale a dire alla prestazione del consenso alla cancellazione – come tale incoercibile al di fuori delle procedure esecutive tipiche di cui al libro III del codice di procedura.

16 febbraio 2016

Valentina Vitaliv.vitali@lascalaw.com

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