Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

M&A si può cambiare idea anche all’ultimo momento!

Il Tribunale di Torino ha affrontato la tematica della responsabilità precontrattuale con riguardo all’interruzione delle trattative relative alla vendita di una partecipazione sociale.

I Giudici piemontesi hanno dunque ritenuto che non sussistono i presupposti per la responsabilità precontrattuale del venditore qualora quest’ultimo abbia interrotto le trattative a causa del mancato raggiungimento di un accordo su questioni rilevanti nell’ambito della complessiva operazione (quali la modalità di calcolo della posizione finanziaria netta direttamente incidente sul prezzo della compravendita, la garanzia a carico del venditore per le eventuali sopravvenienze passive, il diritto dell’acquirente a nominare un terzo per perfezionare l’acquisto, l’obbligo di non concorrenza e la relativa penale, i criteri per la distribuzione degli utili tra i futuri soci).

Il caso riguardava una persona fisica che, interessata ad acquistare una partecipazione in una società a responsabilità limitata, aveva sottoscritto con il proprietario della quota una lettera d’intenti, per la precisione un memorandum of understanding, il quale prevedeva – come di prassi –  che l’acquisizione sarebbe stata perfezionata solamente a seguito di apposita attività di due diligence ed una volta concordati i termini specifici della vendita attraverso la conclusione di un accordo quadro (SPA) che avrebbe dovuto prevedere, tra l’altro, i criteri di determinazione del prezzo di una parte della partecipazione oggetto dell’acquisto, le garanzie a carico del venditore e le regole per la distribuzione degli utili.

Sottoscritto il memorandum of understanding, il futuro acquirente delle quote avviava l’attività di due diligence, all’esito della quale non emergevano criticità.

Forte di tali esiti, il futuro acquirente sottoponeva al venditore le bozze dei contratti che avrebbero regolato l’intera operazione e, dunque, in particolare, il contratto quadro di compravendita delle quote e il patto parasociale che avrebbe regolato la governance della società a seguito dell’esecuzione dell’operazione.

Il venditore replicò inviando diverse richieste di modifica delle bozze sottopostegli in merito ad argomenti considerati dal tribunale come rilevanti.

Successivamente, le trattative furono interrotte.

Il Tribunale di Torino, nel decidere la controversia, ha preliminarmente ricordato che  “per ritenere integrata la responsabilità precontrattuale occorre che tra le parti siano in corso trattative; che queste siano giunte ad uno stadio idoneo ad ingenerare, nella parte che invoca l’altrui responsabilità, il ragionevole affidamento sulla conclusione del contratto; che esse siano state interrotte, senza un giustificato motivo, dalla parte cui si addebita detta responsabilità; che, infine, pur nell’ordinaria diligenza della parte che invoca la responsabilità, non sussistano fatti idonei ad escludere il suo ragionevole affidamento sulla conclusione del contratto”.

Muovendo da tali ineludibili presupposti, il Collegio Giudicante, rilevato che “al momento dell’interruzione delle trattative (7.12.2017) le parti, sempre assistite dai rispettivi legali e professionisti di riferimento: -avevano sottoscritto il memorandum of understanding definito concordemente come lettera di intenti non costituente fonte di reciproci diritti e obblighi contrattuali e precontrattuali; -si erano scambiate scritti, definiti espressamente come prime bozze non vincolanti ancora da negoziare e integrare a seguito della trattativa; -in particolare l’attore aveva inviato una bozza di contratto preliminare di cessione di quote e il convenuto aveva restituito la bozza con rilevanti modifiche, senza ulteriori risposte scritte da parte dell’attore; l’attore aveva altresì inviato una bozza di patti parasociali che non era stata oggetto di risposte scritte ad opera del convenuto; -non avevano raggiunto l’accordo su questioni importanti dell’operazione, quali modalità di calcolo della P.F.N. direttamente incidente sul prezzo della compravendita di quote sociali, la garanzia a carico del venditore, la distribuzione degli utili tra i futuri soci”, ha stabilito che le trattative non erano giunte ad uno stadio idoneo ad ingenerare nel compratore il ragionevole affidamento sulla conclusione del contratto.

Da tali accertamenti è dunque conseguito il rigetto della domanda di risarcimento danni per responsabilità precontrattuale del venditore formulata dall’acquirente, attore nel procedimento in questione.

Trib. Torino, 28 maggio 2020, n. 1663

Fabio Dalmasso – f.dalmasso@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Omessa dichiarazione: per la punibilità del prestanome è necessario che questi persegua il dolo specifico

Non è compromettibile in arbitri la controversia che attiene l’impugnativa della delibera di app...

Corporate

Collegio Sindacale: non indugiare, agisci!

Il Tribunale di Novara, con provvedimento emesso in data 6 aprile 2021 su istanza del Conservatore ...

Corporate

Collegio Sindacale: non indugiare, agisci!

L’obbligo di depositare il progetto di bilancio e il bilancio del precedente esercizio nei quindi...

Corporate

X