Chi è onerato della prova non usi gli scalari

«Si applica la Lexitor?» «No, non è pertinente all’Ordinamento italiano»

Il Tribunale di Cassino, con una recentissima ordinanza, si è allineato a quella Giurisprudenza che ritiene la sentenza c.d. “Lexitor” non applicabile nel nostro Ordinamento Giuridico, partendo, però, da un nuovo e diverso presupposto.

Nel caso di specie, la società finanziaria, proponeva un ricorso ex art. 702 – bis c.p.c. al fine di ottenere una pronuncia sulla non applicabilità nel nostro Ordinamento della c.d. sentenza “Lexitor”.

Più nello specifico, un consumatore, a seguito dell’estinzione anticipata di un finanziamento, trasmetteva alla società un reclamo al fine di ottenere la restituzione di tutti i costi legati all’operazione, a prescindere dalla loro natura up front o recurring, secondo il principio pro rata temporis. A suo dire, tale diritto sarebbe derivato dalla immediata applicabilità, nel nostro Ordinamento, della pronuncia della Corte di Giustizia

La finanziaria riteneva, invece, che la restituzione, in sede di estinzione anticipata, degli oneri c.d. recurring fosse in linea con quanto previsto dall’art. 125 – sexies TUB, applicabile ratione temporis.

In tale contesto, il Giudice chiamato a decidere, partendo la sua analisi dal contenuto dell’art. 125 – sexies TUB, perviene ad un’importante e nuova conclusione: “La sentenza della Corte di Giustizia Europea del 11 settembre 2019 (c.d. “Lexitor”) non è pertinente all’ordinamento italiano. Tale decisione emessa all’esito di un giudizio pregiudiziale sull’interpretazione di una disposizione normativa polacca, si è limitato a «osservare che al cliente, in caso di estinzione anticipata, spetta il rimborso delle spese collegate al finanziamento che siano non solo ricorrenti, ma altresì quelle fisse per evitare che il soggetto finanziatore possa riversare sulle spese fisse anche eventuali costi ricorrenti così da non recargli un ingiusto profitto.». La decisione in esame, tuttavia, non può adattarsi all’ordinamento italiano, perché quest’ultimo, rispetto a quello polacco, è certamente già più favorevole per il cliente, annoverando una puntuale disciplina dei diritti restitutori, in caso di estinzione anticipata del finanziamento. (…) P.Q.M. ACCERTA e dichiara la non applicabilità, al caso di specie, della sentenza della Corte di Giustizia, resa in data 11 settembre 2019 nella causa C-383/2018 (…)”.

Tale pronuncia si rileva di estrema importanza in quanto, per la prima volta, la non applicabilità della sentenza della Corte di Giustizia nel nostro Ordinamento non viene ancorata alla natura self executing o meno dalla direttiva UE 2008/48, ma, piuttosto, alla valutazione, in termini di tutela del consumatore, delle norme presenti nel sistema giuridico interno.

In definitiva, se il dispositivo della Sentenza della CGUE (cd. Lexitor) può valere per l’Ordinamento polacco, con riferimento a quello italiano – nel quale vi è ormai da anni una stringente vigilanza esercitata sul professionista da parte della Banca d’Italia – generebbe solo incertezza giuridica e non produrrebbe alcun effetto utile in termini di maggiore tutela per il consumatore, quale chiaro obiettivo primario della pronuncia della Corte di Giustizia.

Trib. Cassino, Ord., 2 febbraio 2021

Antonella Scotellaro – a.scotellaro@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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