Direttive Comunitarie

Si alle misure statali che scoraggiano le scommesse a patto che non vengano sponsorizzate altre lotterie

– di Marina Castellaneta, in Guida al Diritto, n. 38/2010, pag. 107

In base alla Sentenza della Corte di Giustizia Europea dell’8 settembre 2010 n. 409/07 (leggi la massima e la sentenza per esteso) gli Stati che, per prevenire l’incitamento a spese eccessive collegate alle scommesse, combattono la lotta alla dipendenza dal gioco – adottando misure restrittive nell’ambito delle attività legate alle scommesse sportive – e parallelamente intraprendono iniziative pubblicitarie per altre lotterie incoraggiando la propensione dei consumatori al gioco, violano il Trattato dell’Unione Europea per mancato rispetto dei principi di proporzionalità e di coerenza nel sistema nazionale.
Il principio di proporzionalità, infatti, mira a limitare ed inquadrare l'azione delle istituzioni dell'Unione a quanto è necessario per raggiungere gli obiettivi fissati dai trattati.
Nel caso di specie, infatti, le autorità Tedesche avevano limitato nell’ambito del proprio territorio nazionale, l’attività di altri operatori Austriaci e Britannici nell’organizzazione di scommesse sportive, che operavano in Germania in forza di specifiche autorizzazioni ottenute nei Paesi d’origine ma erano prive di specifiche autorizzazioni ottenute dai Land locali.
Interpellata sulla vicenda, la Corte di Giustizia Europea ha ravvisato in tale comportamento una violazione degli artt. 49 e 56 del Trattato di Lisbona (disciplinante il buon funzionamento dell’Unione Europea). Queste norme tutelano rispettivamente il diritto di stabilimento, ossia la possibilità di intraprendere una qualsiasi attività economica in un paese della Comunità Europea, e la libera prestazione di servizi nel territorio comunitario.
Secondo la Corte, nel caso specifico, è sufficiente che vi sia una presenza permanente di una company su un territorio per ritenere applicabile il diritto di stabilimento, essendo in alternativa applicabile la disciplina sulla libera prestazione di servizi.
La Corte in passato aveva più volte giustificato una restrizione della libera prestazione dei servizi stabilite dagli ordinamenti statali, a fronte della prevenzione della frode e della salvaguardia della salute dei consumatori ritenendo prevalente l’interesse alla lotta alla dipendenza del gioco d’azzardo rispetto alla libera prestazione di servizi.
Con la nuova pronuncia, la Corte di Giustizia ha però chiarito i limiti entro i quali l’autonomia degli Stati può essere esercitata se determinati interventi producono una restrizione della libertà fondamentale del trattato. Pertanto le autorità Nazionali non possono limitare la libera prestazione dei servizi, trincerandosi dietro l’esigenza di impedire la diffusione del gioco d’azzardo – e quindi cercando di tutelare i consumatori – e poi promuovere campagne pubblicitarie su prodotti collegati a lotterie.

(Marco Contini – m.contini@lascalaw.com)

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

L’European Banking Authority (l’“EBA”) ha pubblicato un parere (il “Parere”) indirizzato...

Direttive Comunitarie

European Banking Authority: servizi finanziari a distanza e tutela del consumatore

Nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 7 giugno scorso sono stati pubblicati due provved...

Direttive Comunitarie

Antiriciclaggio: adeguata verifica per gli operatori non finanziari

Nella fine di maggio di quest'anno, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (“MEF”) ha eman...

Direttive Comunitarie

X