Diritto dell'Esecuzione Forzata

Si al riconoscimento delle spese di iscrizione ipotecaria, ma solo nell’esecuzione immobiliare sul bene oggetto di garanzia

Trib. Benevento, 4 settembre 2015 

Il Tribunale di Benevento, con la pronuncia in commento, si è occupato di un giudizio di opposizione a precetto nell’ambito del quale l’opponente eccepiva l’inammissibilità del precetto in quanto la somma oggetto di intimazione non sarebbe stata certa liquida e esigibile (eccezione ritenuta priva di fondamento dal Tribunale adito apparendo evidente la sussistenza dei detti requisiti  dall’esame del titolo esecutivo) nonché l’eccessività degli interessi moratori, contestazione ritenuta infondata non avendo l’opponente proposto opposizione a decreto ingiuntivo, sede nella quale avrebbe dovuto e potuto contestare la misura degli interessi richiesti. Essendo divenuto definitivo il detto decreto, stante la mancata opposizione, la suddetta eccezione è stata rigettata. Il debitore fondava inoltre la propria opposizione sulla inammissibilità del precetto per la mancata preventiva escussione del debitore principale, eccezione parimenti ritenuta infondata dall’organo giudicante poiché il fideiussore, quale era l’opponente, è obbligato in solido con il debitore principale, salvo che le parti non abbiano convenuto il beneficium escussionis del debitore principale, circostanza questa che non è stata provata dal debitore.

Infine, l’opponente sosteneva che nel precetto sarebbero stati inseriti degli importi non dovuti relativi ai costi di iscrizione ipotecaria. Il Tribunale di Benevento ha ritenuto tale eccezione fondata affermando che nell’atto di precetto non possono essere esposte delle spese che riguardino la costituzione di una garanzia ipotecaria, poiché tali spese non sono strettamente riferibili alla attività  di adempimento dell’obbligo che risulta dal titolo esecutivo, come stabilito dall’art. 480 c.p.c. Il Tribunale di Benevento ha altresì richiamato la giurisprudenza precedente secondo cui le spese relative alla assistenza legale necessaria per l’iscrizione di una ipoteca non possono essere ricomprese in quella che è la disciplina di cui all’art. 2846 c.c., con cui vengono poste a carico del debitore le spese per l’iscrizione dell’ipoteca. È la stessa giurisprudenza ad escludere in ogni caso che tali spese possano essere oggetto dell’atto di precetto.

Il Tribunale campano ha tuttavia poi precisato che, qualora il creditore, successivamente alla notifica del precetto promuova una procedura esecutiva immobiliare sui beni oggetto dell’iscrizione ipotecaria (e non, è doveroso precisarlo, su beni diversi da quelli ipotecati), potrà ottenere il riconoscimento delle spese relative all’iscrizione dell’ipoteca come spese di esecuzione ai sensi dell’art. 95 c.p.c. e 510 c.p.c. e sulle suddetta dovrà essere riconosciuto al creditore stesso il privilegio ai sensi dell’art. 2855 c.c.

Alla luce dei principi sopra esposti è stata, quindi, parzialmente accolta l’opposizione a precetto di cui al caso di specie, con la conferma della validità dell’atto di precetto e la contestuale esclusione dallo stesso delle spese di iscrizione ipotecaria.

6 ottobre 2015

Stefano Scotti – s.scotti@lascalaw.com

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