Simul stabunt simul cadent: recenti pronunce

Sezioni specializzate e ordinarie dello stesso Tribunale: è mera ripartizione degli affari interni

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno sancito che il rapporto tra sezioni ordinarie e sezioni specializzate in materia d’impresa dello stesso ufficio giudiziario non attiene alla competenza, ma rientra nella mera ripartizione degli affari interni.

Su detta qualificazione si sono registrate nel tempo pronunce di segno contrapposto: secondo un primo orientamento tale rapporto avrebbe valenza puramente tabellare, mentre per l’orientamento opposto il rapporto andrebbe ricostruito in termini di competenza in senso stretto.

L’adesione all’uno o all’altro orientamento comporta conseguenze significative, dato che, ove si opti per la ricostruzione del rapporto tra sezione ordinaria e specializzata per l’impresa in termini di mera distribuzione degli affari all’interno dell’ufficio giudiziario territorialmente competente, il passaggio e la riassegnazione del fascicolo integrano provvedimenti revocabili di natura ordinatoria e non decisoria, e la riassegnazione non comporta né la riassunzione né la rinnovazione degli atti espletati. Diversamente, ritenendo che anche all’interno del medesimo ufficio giudiziario il rapporto tra la sezione specializzata in materia di impresa e la sezione ordinaria integri sempre una questione di competenza, il convenuto dovrà eccepire l’erronea individuazione del giudice nella comparsa di risposta tempestivamente depositata, ex art. 38 c.p.c. e il giudice potrà rilevare d’ufficio l’incompetenza entro la prima udienza di trattazione.

Nell’articolata motivazione le Sezioni Unite hanno fra l’altro rilevato che il legislatore con l’istituzione del giudice unico, con l’accorpamento delle preture e dei tribunali, ha inteso chiaramente ridurre le questioni di competenza, mentre ove avesse voluto davvero creare uffici autonomi e distinti, avrebbe scelto una formula univoca e chiara in tal senso, quale “tribunale per le imprese”, ma non già l’espressione “sezione specializzata”, che di per sé rimanda ad articolazioni all’interno dello stesso ufficio giudiziario.

Anche la doglianza relativa alla cd. asimmetria nei mezzi di impugnazione avverso il provvedimento declinatorio della competenza a seconda della presenza o meno in un determinato ufficio della sezione specializzata, in violazione degli artt. 3,2 e 24 Cost., può essere superata, una volta che si rilevi la diversità delle situazioni, non comparabili, da cui l’insussistenza di ogni lesione ai detti principi costituzionali.

Ciò posto, ed escluso il profilo della competenza nel caso del rapporto tra sezione ordinaria e sezione specializzata presenti nello stesso ufficio giudiziario (mentre, si pone la questione di competenza in senso proprio nel caso in cui la controversia spettante alla sezione specializzata sia stata promossa davanti al tribunale diverso da quello ove è istituita la sezione specializzata), deve ritenersi che nel caso di controversia iscritta al ruolo ordinario e che arrivi ad una sezione ordinaria, e viceversa, la spettanza della trattazione del fascicolo dovrà essere risolta in via interna, con i normali strumenti previsti nel caso di errata assegnazione tabellare.

Principio di diritto

E’ stato dunque enunciato il seguente principio di diritto: “Il rapporto tra sezione ordinaria e sezione specializzata in materia di impresa, nello specifico caso in cui entrambe le sezioni facciano parte del medesimo ufficio giudiziario, non attiene alla competenza, ma rientra nella mera ripartizione degli affari interni dell’ufficio giudiziario, da cui l’inammissibilità del regolamento di competenza, richiesto d’ufficio ex art. 45 c.p.c.; deve di contro ritenersi che rientri nell’ambito della competenza in senso proprio la relazione tra la sezione specializzata in materia di impresa e l’ufficio giudiziario, diverso da quello ove la prima sia istituita”.

Cass., Civile, Sez. Un., 23/07/2019, n.19882

Edoardo Fracasso – e.fracasso@lascalaw.com

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