L’interesse è concreto. Se non ripeti, che interesse c’è?

Servizio di Default nella distribuzione del Gas Naturale: la parola agli operatori del settore

Lo Studio ha partecipato alla “Giornata di Studio degli Affari Giuridici”, avente ad oggetto “Il Servizio di Default nella distribuzione del Gas Naturale” e organizzata a Milano dall’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) nella giornata dello scorso 13 marzo. La tematica trattata rientra nell’ambito della più ampia fattispecie della c.d. Disalimentazione Fisica dei Punti di Riconsegna (PDR) intestati ad utenti finali morosi, contesto nel quale opera il nostro Studio che fornisce il proprio supporto professionale a primari clienti del settore.

Deve premettersi che le questioni connesse al servizio di default e disalimentazione hanno costituito, nel corso degli ultimi anni, un interessante banco di prova per tutte le Società che operano nell’ambito della Distribuzione del Gas, le quali si sono trovate a dover gestire questa nuova tipologia di problematica in ossequio alle normative di settore emanate dall’AEEGSI.

In rappresentanza dell’Autorità è intervenuta la Dott.ssa Marta Chicca, la quale ha descritto i fondamenti e le caratteristiche dei servizi di “Default Distribuzione”, spiegando al pubblico come le questioni attinenti la morosità degli utenti finali (ossia i consumatori) abbiano rappresentato, nel corso dell’anno 2016, le principali cause delle nuove richieste di adozione del regime della fornitura di default, con conseguente aumento dei relativi punti di riconsegna da disalimentare. Si precisa infatti che, affinché cessi il regime di erogazione del gas “in default”, occorre necessariamente che i) l’utente finale saldi la morosità pregressa con la società di Vendita del gas oppure che ii) la società di Distribuzione del gas esegua la disalimentazione fisica del punto di riconsegna.

Sono seguiti poi gli interventi dei Professori Avv.ti Francesco Venosta e Gregorio Gitti, Ordinari presso l’Università Statale di Milano, i quali hanno analizzato la fattispecie da un punto di vista prettamente teorico e, infine, l’intervento dell’Avv. Davide Pelizzari, legale interno della società A2A S.p.A., che ha illustrato i risultati ottenuti dalla propria Azienda relativamente alle iniziative giudiziarie volte ad ottenere la disalimentazione delle forniture di gas, toccando di fatto gran parte delle problematiche con cui quotidianamente gli operatori del settore si devono confrontare.

Le azioni giudiziarie che i Distributori devono intraprendere (in ottemperanza alle disposizioni dell’AEEGSI) concernono esclusivamente le operazioni da eseguire sui misuratori non liberamente accessibili da parte del personale tecnico, e che dunque si trovano all’interno delle proprietà delle controparti.

In particolare, nell’ultimo intervento è emersa l’assoluta disomogeneità degli orientamenti adottati dai Tribunali e dai Giudici di Pace investiti della questione, che ha costretto i Distributori a differenziare la strategia processuale in funzione della specifica Autorità Giudiziaria adita. Tra gli strumenti processuali maggiormente adottati dagli operatori, al fine dell’ottenimento, in tempi abbastanza rapidi, di provvedimenti che consentano al Distributore di poter addivenire alla disalimentazione fisica dei PDR, rientrano il ricorso d’urgenza ex art. 700 cod. proc. civ., il procedimento sommario di cognizione ex art. 702bis cod. proc. civ. e, in alcuni casi, il ricorso per decreto ingiuntivo ex art. 633 cod. proc. civ. per riconsegna di cosa mobile determinata.

L’Avv. Pelizzari ha anche correttamente evidenziato come, una volta ottenuto il provvedimento richiesto, la strada per il Distributore non sia certo in discesa: spesso gli Ufficiali Giudiziari chiedono che la fase esecutiva sia preceduta da un ulteriore passaggio dal Giudice dell’Esecuzione, il quale dovrà precisare le modalità di esecuzione del provvedimento.

Si possono ben comprendere quindi le preoccupazioni manifestate dalle società di Distribuzione, e gli impatti di questa attività in termini di costi e risorse dedicate, ciò anche in ragione del fatto che, nel solo ultimo anno solare, il numero dei PDR da disalimentare è cresciuto in modo esponenziale. Si consideri infatti che, nonostante le difficoltà sopra evidenziante, il contesto normativo entro cui i Distributori si trovano a dover operare (certamente non in sintonia con quanto attuabile sul piano pratico) li onera a portare a termine il procedimento di disalimentazione entro 6 mesi dall’attivazione del Servizio di Default, pena l’applicazione di penali.

Evidenziamo per altro come le tematiche trattate in occasione del Seminario ci riguardino da vicino: è esattamente in questo contesto, infatti, che si innesta l’esperienza maturata nel settore dal nostro Studio che, nel corso degli ultimi anni, ha gestito su tutto il territorio nazionale circa 2000 richieste di disalimentazione per primari clienti operanti nel settore della Distribuzione del Gas. Le problematiche rappresentate dagli operatori e le esigenze di diversificazioni degli interventi giudiziali, corrispondono a quelle da noi riscontrate nell’ambito della quotidiana gestione delle pratiche di disalimentazione.

Lo Studio sta rispondendo in modo pragmatico a queste esigenze: la differenziazione delle azioni giudiziali (in ragione di diversi orientamenti adottati dai vari Tribunali), la sinergia tra la gestione stragiudiziale e giudiziale delle singole posizioni, il costante rapporto con i tecnici delle società di distribuzione operativi sul territorio, il sostegno professionale continuo alle società di distribuzione e l’agevolazione dei flussi comunicativi tra le strutture coinvolte, hanno consentito il raggiungimento di buoni risultati per i Distributori nostri clienti con trend, delle disalimentazioni eseguite, positivo e in continua crescita.

Auspichiamo chiaramente che l’evoluzione della specifica normativa di settore, possa consentire ai Distributori di efficientare ulteriormente gli attuali processi di gestione, per una maggior ottimizzazione dei risultati.

Marco Contini – m.contini@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
L’assenza di preventivo non esclude il diritto al compenso dell’avvocato

L’impatto dell’emergenza sanitaria non cessa di provocare i suoi effetti ed il tema è noto all...

Coronavirus

Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

Con una recente sentenza la Cassazione ha sancito il principio di diritto per il quale, il mancato ...

Utilities

A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Adempiendo al compito affidatole, l’ARERA è intervenuta con la delibera 75/2020/R/Com al fine di ...

Coronavirus

X