Sequestro preventivo e azione esecutiva, cosa prevale?

Sequestro preventivo e azione esecutiva, cosa prevale?

Nell’ambito di una procedura esecutiva immobiliare, qualora il bene pignorato sia attinto da un sequestro preventivo, ex art. 321 c.p.p., il conflitto tra il sequestrante e il creditore procedente, ovvero l’aggiudicatario, deve essere risolto in base alla regola dell’ordo temporalis delle formalità pubblicitarie e, pertanto, prevale chi ha trascritto o iscritto per primo.

In questi termini si è pronunciato il Tribunale di Matera nell’ordinanza del 27 marzo, con la quale, rigettando la richiesta di sospensione della procedura esecutiva proposta dalla parte reclamante, ha confermato la decisione assunta dal giudice dell’esecuzione.

Nel caso in commento, la parte reclamante chiedeva che venisse disposta la sospensione della procedura esecutiva immobiliare in quanto, il medesimo bene, era stato successivamente sottoposto a sequestro preventivo, ai sensi del 3° comma bis, dell’art. 321 c.p.p.

Secondo la parte esecutata, infatti, la sottoposizione alla misura penale del bene staggito ne avrebbe di per sé leso gravemente il valore di mercato, comportando, di conseguenza, l’antieconomicità della procedura esecutiva.

Pronunciandosi sul punto, il Collegio, aderendo all’orientamento del Giudice di prime cure, ha rilevato come la misura cautelare reale sia stata adottata dal Giudice penale successivamente alla trascrizione del pignoramento e come non sia espressamente contemplata la sospensione dell’esecuzione forzata in caso di adozione di tale misura, contrariamente a quanto previsto per il sequestro correlato alla confisca c.d. allargata ed alla confisca come misura di prevenzione.

Infatti, lo scopo proprio del sequestro penale è quello di sottrarre all’indagato la disponibilità del bene, finalità che non viene ostacolata dalla commerciabilità dell’immobile a seguito della vendita all’asta.

Diversamente, in caso di confisca, l’acquisto in favore dello Stato avviene non a titolo originario bensì conservativo, facendo in tal modo salvi i diritti reali acquistati da terzi in epoca anteriore al sequestro.

Deve, inoltre, segnalarsi come, successivamente all’emissione del provvedimento reclamato, è intervenuta la pronuncia della terza sezione Cassazione penale, n. 51043 del 3/10/2018, secondo la quale “ai sensi dell’art. 2915 c.c., l’opponibilità del vincolo penale al terzo acquirente in sede esecutiva dipende dalla trascrizione del sequestro (ex art. 104 disp. att. c.p.p.), che deve essere antecedente a quella del pignoramento immobiliare, venendo così a rappresentare il presupposto per la confisca anche successivamente all’acquisto. Diversamente, se la trascrizione del sequestro è successiva, il bene deve ritenersi appartenente al terzo “pleno iure” con conseguente impossibilità della confisca posteriore all’acquisto”.

Pertanto, al fine di dirimere il conflitto tra il sequestrante ed il creditore procedente, in assenza di una specifica previsione normativa, sarà necessario affidarsi al principio dell’ordine temporale delle formalità pregiudizievoli assunte a sostegno dell’uno e dell’altro istituto.

Tribunale di Matera, ordinanza del 27 marzo 2019

Nicolò Izzi – n.izzi@lascalaw.com

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