Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

Sequestro conservativo: valgono le regole dell’esecuzione forzata

In caso di opposizione nell’ambito della fase di esecuzione di un sequestro conservativo presso terzi, dato che ai sensi dell’art. 678 c.p.c., il sequestro deve essere attutato nella forma del pignoramento mobiliare, il Giudice competente a trattare le questioni nascenti dall’attuazione della misura cautelare deve essere individuato in base alle regole che sorreggono l’esecuzione forzata.

Questo è il principio affermato dal Tribunale di Monza con la recente sentenza del 12 novembre 2020.

La vicenda trae origine dal sequestro conservativo promosso da una banca nei confronti di un proprio debitore, il quale si è costituito nel suddetto procedimento depositando una memoria difensiva con contestuale opposizione all’esecuzione del sequestro conservativo, eccependo, inoltre, l’incompetenza del Giudice dell’Esecuzione.

Il Tribunale di Monza ha rigettato l’eccezione preliminare sollevata dal debitore in riferimento all’asserita incompetenza del Giudice dell’Esecuzione a decidere delle questioni attinenti al sequestro conservativo promosso dalla banca creditrice.

Difatti, secondo il Tribunale di Monza in caso di opposizione di terzo nell’ambito della fase di esecuzione di un sequestro conservativo, il Giudice competente deve essere individuato in base alle norme che regolano l’esecuzione forzata.

In particolare il Tribunale di Monza ha specificato che, nel sistema attuale l’art. 669-duodecies c.p.c., dedicato all’attuazione delle misure cautelari, ha previsto itinerari a seconda che si tratti di misure aventi ad oggetto forme di denaro, per le quali valgono le forme di cui agli artt. 491 e ss. c.p.c., ove compatibili, oppure di misure aventi a oggetto obblighi di consegna, rilascio, fare o non fare, la cui concreta esecuzione rimane nelle mani del Giudice che ha emanato il provvedimento cautelare, oppure ancora si tratti di sequestro per il quale, dunque, rimane valido il richiamo alle disposizioni di cui agli artt. 677 e ss. c.p.c..

Per tale ragione, una volta inquadrata l’attività di esecuzione del sequestro conservativo nell’ambito proprio dell’esecuzione forzata e conferita alla competenza del Giudice del merito, sia per caratteristiche intrinseche della disposizione, sia per il tenore letterale, valenza residuale rispetto a quanto già regolamentato, in tema di sequestri, negli artt. 677 e ss. c.p.c., può ritenersi che le opposizioni all’attuazione della misura, che siano tali e cioè non dissimulino una diversa posizione legittimante una revoca o una modifica della misura cautelare per ragioni attinenti la sussistenza di presupposti di merito, possano anch’esse trovare regolamentazione nelle norme sull’esecuzione forzata.

In conclusione, alla luce di quanto sopra, si evince che il sequestro conservativo sui beni mobili e sui crediti si esegue secondo le norme del pignoramento preso il debitore o presso terzi.

Infatti, se vengono sequestrati presso il debitore beni appartenenti ad un terzo, quest’ultimo potrà proporre l’opposizione ai sensi dell’articolo 619 c.p.c. e ss. Al giudice dell’esecuzione e non a colui che ha pronunciato il provvedimento cautelare.

Trib. Monza, Sez. Esecuzioni Mobiliari, 12 novembre 2020

Mirko Martini – m.martini@lascalaw.com

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