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Sequestro conservativo di quote di s.r.l.: l’esercizio dei diritti di voto in assenza di nomina del custode

E’ bene innanzitutto osservare che, di norma, in caso di sequestro conservativo di quote ed a differenza del sequestro giudiziario ex art 670 e 676 c.p.c., il custode non viene nominato dal giudice che emette la misura cautelare.

Infatti, con il provvedimento che autorizza il sequestro conservativo “il giudice della cautela, nulla deve (e può) disporre in ordine alla custodia, non potendo prevedere le forme attraverso cui il creditore sequestrante darà attuazione alla misura (sui beni mobili, immobili o presso terzi)” (G. ARIETA, Le cautele ed il processo cautelare, XII ed., CEDAM, 2011, 305 e ss.). D’altra parte, la finalità del sequestro conservativo non è altro che quella di assicurare il patrimonio del debitore per tutto il tempo in cui il suo diritto di credito venga accertato nel corso del giudizio di merito.

Una volta eseguito il sequestro, poi si applicano le norme sul pignoramento.

Nel caso specifico di quote (equiparabili a beni mobili), infatti, l’art. 2471 c.c. prevede espressamente che il pignoramento debba eseguirsi mediante notificazione al debitore ed alla società dell’atto di sequestro e successiva iscrizione nel registro imprese.

Applicandosi le norma dettate in tema di pignoramento (art. 678, 1° comma, c.p.c.), peraltro, il creditore può richiedere all’ufficiale giudiziario che esse siano affidate ad un custode diverso da quello ex lege ovvero il debitore.

Anche per esigenza di contemperamento dei diversi interessi in gioco e pur nel pieno ed effettivo perfezionamento del vincolo di sequestro, secondo il Tribunale di Milano (decreti del 10 e del 16 febbraio 2012), l’art. 2352 c.c., in materia di s.p.a. (rubricato sotto “Pegno, usufrutto e sequestro delle azioni”), direttamente richiamato dall’art. 2471 bis c.c., per le s.r.l. (rubricato sotto “Pegno, usufrutto e sequestro di partecipazioni”) – e che attribuisce il diritto di voto al custode delle azioni – deve essere interpretato nel senso che la legittimazione del custode sussista solo ove esso “risulti in concreto nominato” e dal momento della relativa accettazione.

In assenza di nomina, pertanto, resterebbe impregiudicato l’esercizio del diritto di voto da parte del socio/debitore colpito dal provvedimento cautelare.

(Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com)

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