Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

Senza impugnazione delle spese niente revisione

Il Giudice civile di Appello non può procedere d’ufficio, in assenza di specifico motivo d’impugnazione, ad un nuovo regolamento delle spese processuali nel caso in cui confermi la decisione impugnata o la modifichi in senso più favorevole alla parte già vittoriosa sul punto.

Al contrario, il medesimo Giudice ha il potere di modificare il capo delle spese processuali, in conseguenza della pronuncia di merito adottata, qualora riformi, in tutto o in parte, la sentenza impugnata in senso più sfavorevole alla parte, dal momento che l’onere delle spese deve essere attribuito e ripartito in ragione dell’esito complessivo della lite.

Tale principio, già affermato in passato dalla giurisprudenza della Cassazione, viene ribadito dai Supremi Giudici con la sentenza n. 27606 del 29 ottobre 2019.

La principale conseguenza pratica di tale orientamento risiede nel fatto che il Giudice d’Appello non può riconsiderare, in via autonoma, la condanna alle spese emessa dal Giudice di prime cure, nel momento in cui accoglie, anche soltanto parzialmente, il gravame della parte vittoriosa nel primo grado.

Secondo la Cassazione, in tale caso l’appellante non può subire una modifica pregiudizievole del regolamento delle spese processuali adottato in primo grado, in assenza di una specifica impugnazione del relativo capo da parte avversa, non essendovi una sua sostanziale soccombenza.

Difatti, l’accoglimento parziale del gravame della parte vittoriosa in cui favore il Giudice di primo grado ha emesso condanna alla rifusione delle spese di lite non comporta, in difetto di impugnazione sul punto, la caducazione della suddetta condanna.

Il risultato è ovvio, dal momento che bisogna altresì considerare che “la preclusione nascente dal giudicato impedisce al giudice dell’impugnazione di modificare la pronunzia sulle spese della precedente fase di merito qualora egli abbia valutato la complessiva situazione sostanziale in senso più favorevole alla parte vittoriosa in primo grado”.

Della serie: se ho vinto, anche solo parzialmente, in secondo grado, il Giudice non può modificare in senso peggiorativo la vittoria sulle spese che avevo ottenuto in primo grado, in assenza di un’impugnazione specifica del mio avversario processuale.

L’esempio pratico, offerto dalla vicenda processuale in commento, può essere d’aiuto ad una pronta comprensione del principio.

In primo grado, il Giudice aveva compensato le spese di lite per la metà, con residuo a carico della parte soccombente.

In secondo grado, il Giudice, in assenza di impugnazione sul punto e nonostante il riconoscimento sostanziale più favorevole alla parte già vittoriosa in primo grado, aveva deciso di modificare d’ufficio il regolamento delle spese in termini meno favorevoli per quest’ultima; nel dettaglio, il Collegio aveva compensato le spese di lite per due terzi, ponendo solo un terzo, e non più la metà, ad esclusivo carico della parte soccombente.

Evidente il cortocircuito: l’appellante otteneva una sentenza più favorevole nel merito, ma meno favorevole per le spese, senza che nessuno avesse contestato alcunché sul punto.

La Cassazione ha, quindi, deciso di porre rimedio, accogliendo il motivo con il quale i ricorrenti censuravano la sentenza impugnata, così da ripristinare la condanna sulle spese di lite disposta originariamente.

Cass., Sez. III, 29 ottobre 2019, n. 27606

Simone D’Andrea – s.dandrea@lascalaw.com

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