Mario Valentino vs. Valentino

Il nuovo segreto commerciale. Le novità introdotte dal D.Lgs. 63/2018

Il 7 giugno scorso è stato pubblicato in G.U. il D.Lgs. 11 maggio 2018, n. 63 che modifica il Codice della Proprietà Industriale – CPI (D.Lgs. 30/2005) in recepimento delle disposizioni della Direttiva (UE) 2016/943 del 9 giugno 2016 in tema di «informazioni aziendali riservate». Pardon… in tema di «segreti commerciali».

Cambia il nome, ma non cambia la sostanza. Restano oggetto di tutela le informazioni che siano (i) segrete, cioè non generalmente note o facilmente accessibili agli esperti ed agli operatori del settore; (ii) dotate di valore economico proprio in quanto segrete; (iii) sottoposte ad adeguate misure per mantenerle segrete.

Ciò che cambia, invece, è l’estensione dell’illecito utilizzo, o quanto meno viene chiarito che l’illecito è compiuto non solo da colui che direttamente apprende fraudolentemente i segreti commerciali, ma anche da chi, conoscendo la provenienza illecita delle informazioni, o dovendo ragionevolmente conoscerla, le acquisisce, ne fa uso o applicazione industriale (nuovi commi 1-bis e 1-ter dell’art. 99). Le azioni contro tali illeciti si prescrivono in cinque anni (comma 1-quater dell’art. 99).

Vengono poi introdotte alcune cautele che il giudice può disporre per garantire che nello svolgimento dell’attività processuale non possano esserci «fughe di notizie», o addirittura che le azioni civili siano occasione o pretesto per acquisire segreti altrui (nuovo art. 121-ter).

Per evidenti ragioni di armonizzazione e indirizzo dell’equità del giudice nel quantificare il danno, vengono quindi indicati alcuni parametri valutativi che egli deve considerare in sede di liquidazione (nuovo comma 6-bis, art. 124) e viene introdotta una ipotesi di compensazione per indebito arricchimento (comma 6-ter, art. 124): anche quando manca la componente soggettiva, e cioè il chiamato in giudizio non conosceva la provenienza illecita delle informazioni né doveva conoscerla, risponde comunque con un indennizzo disposto dal giudice. Una misura quindi non punitiva, ma meramente compensativa, ché infatti non può essere maggiore del costo di licenza (comma 6-quater, art. 124).

Infine, nell’ambito di azioni cautelari, il Decreto, pur riaffermando la segretezza e tutela delle informazioni contese a cui deve provvedere il giudice con ordinanza, consente a quest’ultimo di autorizzare la parte interessata, in alternativa all’applicazione delle misure cautelari, a continuare ad utilizzare i segreti commerciali prestando idonea cauzione per l’eventuale risarcimento dei danni subiti dal legittimo detentore (nuovi commi 5-bis, 5-ter e 5-quater dell’art. 132).

Tavola di corrispondenza del D.Lgs. 30/2005 (leggi la tavola di corrispondenza)

Francesco Rampone – f.rampone@lascalaw.com

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