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Segnalazione a sofferenza: sufficiente la valutazione sull’andamento della relazione bancaria

Di recente lo Studio ha ottenuto un’ordinanza di rigetto di un ricorso ex art. 700 c.p.c., presentato da un’impresa mutuataria nei confronti della propria Banca, per asserita illegittima segnalazione a sofferenza in Centrale Rischi presso la Banca d’Italia.

Nel caso di specie, il ricorrente lamentava che l’illegittimità della segnalazione derivasse dalla circostanza per cui la Banca non avrebbe provveduto ad effettuare una preventiva valutazione in ordine alla sussistenza della condizione di “grave difficoltà economica” del debitore.

Al riguardo, il Tribunale di Siracusa, con ordinanza del 23 marzo 2017, ha evidenziato come l’indagine che l’istituto di credito deve porre in essere nella fase antecedente alla segnalazione in Centrale Rischi “ non ha un oggetto particolarmente ampio: in particolare, la banca non sarebbe tenuta ad acquisire i bilanci della società, né a eseguire delle visure immobiliari, per cui in caso di cliente mono-affidato gli unici elementi disponibili per l’appostamento saranno l’andamento del rapporto, la condotta del cliente e le eventuali garanzie dal medesimo offerte”.

Nell’ordinanza de qua viene evidenziato come, dalla valutazione della Banca, basatasi su elementi fattuali (quali l’esposizione debitoria del soggetto segnalato, il prolungato inadempimento nel pagamento delle rate del mutuo e la verificata attualità dell’insolvenza), emerga come l’Istituto di Credito abbia prudentemente valutato la complessiva situazione economica della ditta mutuataria.

Peraltro, il Giudice, rilevando sulla scorta dei summenzionati motivi la totale carenza del fumus boni iuris della pretesa, ha ritenuto non necessaria la verifica in ordine all’ulteriore presupposto per la domanda cautelare, costituito dal periculum in mora.

In definitiva, alla luce dei motivi in fatto e diritto esplicitati, il Tribunale di Siracusa ha disposto il rigetto del ricorso ex art. 700 c.p.c. presentato dalla ditta mutuataria, con condanna di quest’ultima alle spese del giudizio.

Tribunale di Siracusa, Sez. II Civile, ordinanza del 23 marzo 2017 (leggi l’ordinanza)

Alessandra Gambadauro – a.gambadauro@lascalaw.com

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