Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Segnalazione nelle Banche Dati: niente prova, niente danno

La sentenza in commento ha confermato l’orientamento venutosi ad affermare negli ultimi anni in giurisprudenza, secondo il quale – ai fini del risarcimento del danno asseritamente derivato da una erronea segnalazione in Centrale Rischi o in Crif – l’attore è tenuto a dare dimostrazione del pregiudizio patito.

La necessità di fornire una adeguata prova vale, sia con riguardo al danno non patrimoniale alla persona (ossia quello ai valori della reputazione e dell’onore), sia con riferimento al danno al patrimonio.

Sul punto la decisione resa dal Tribunale di Potenza è chiara:

Orbene, osserva il Giudicante che, quanto al danno patrimoniale da illegittima segnalazione alla Centrale Rischi, se è vero che esso può essere oggetto di prova presuntiva che, nel caso di un imprenditore, può riguardare il peggioramento della sua affidabilità commerciale, essenziale per l’ottenimento e la conservazione dei finanziamenti, al fine di garantire il diritto ad operare sul mercato secondo le regole della libera concorrenza e, per un qualsiasi altro soggetto, può consistere nella maggiore difficoltà nell’accesso al credito, si deve tuttavia rilevare che, nel caso di specie, l’attore nessun elemento ha fornito al fine di provare la sua qualità di imprenditore -che non emerge neanche dal contratto di conto corrente prodotto e nessun elemento ha fornito al fine di provare le dedotte difficoltà nello svolgimento dell’attività imprenditoriale non avendo provato le eventuali richieste di accesso al credito con i relativi dinieghi, né le eventuali perdite economiche subite”.

Prosegue poi il Giudice: “Quanto, poi, al danno non patrimoniale, la Suprema Corte ha avuto occasione di precisare che, in materia di responsabilità civile per illegittima segnalazione alla Centrale Rischi, il danno all’immagine ed alla reputazione, in quanto costituente “danno conseguenza”, non può ritenersi sussistente “in re ipsa”, dovendo essere allegato e provato da chi ne domanda il risarcimento (cfr. Cass. Civ., n. 7594/2018), mentre nel caso di specie nessun elemento l’attore ha fornito al fine di consentire al Giudice detta valutazione -non risultando, ad esempio, provata, la diffusione della notizia dell’avvenuta segnalazione presso gli operatori bancari di istituti diversi da quello segnalante, in mancanza della prova di eventuali richieste di accesso al credito successive alla segnalazione”.

Alla luce di quanto esposto, la domanda risarcitoria proposta dall’attore è stata integralmente rigettata.

Trib. Potenza, 21 ottobre 2020, n. 747

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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