Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Segnalazione nei sistemi di informazione creditizia

Il Collegio di Napoli dell’ABF ha rigettato il ricorso con il quale un cliente della banca ha chiesto la cancellazione del proprio nominativo dagli archivi CRIF, nonché il risarcimento del danno non patrimoniale asseritamente patito.

La richiesta è stata formula sul presupposto che, ai fini della liceità e della correttezza del trattamento dei dati personali da parte dei sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, è necessario che il preavviso di segnalazione sia oltreché inviato, pervenuto all’indirizzo della persona alla quale è destinato (artt. 1334, 1335 codice civile) e che, nel caso in cui il destinatario neghi di aver ricevuto detto preavviso, l’intermediario segnalante è tenuto a fornire, anche attraverso indici presuntivi, la prova della sua ricezione, in mancanza della quale la segnalazione è da ritenersi illegittima.

Il Collegio di Napoli, con la decisione in commento, ricordando preliminarmente il consolidato orientamento dell’Arbitro secondo il quale l’intermediario deve verificare la stabile e consolidata incapacità del cliente di onorare i propri debiti (cfr. Collegio di Coordinamento, decisione n. 611/2014), ha rilevato come nel caso di specie nulla è stato contestato in ordine all’esistenza del “requisito sostanziale” previsto dalla normativa, rappresentato, appunto, dalla consolidata e stabile situazione di inadempienza del cliente.

Per quanto concerne, invece, il mancato rispetto del “requisito formale” del preavviso, l’Arbitro, una volta escluso che in capo al ricorrente ricorresse la qualifica di consumatore, ha osservato che il cap. I, sez. I, par. 4 della Circolare di Banca d’Italia n. 139/1991 non impone alcun obbligo di segnalazione preventiva – al contrario di quanto previsto per i consumatori ex art. 125 TUB – ponendo a carico della banca solo un onere di informazione, anche contestuale, “in occasione della prima segnalazione a sofferenza”.

Si legge ancora che “L’eventuale omissione dell’avviso, secondo l’unanime orientamento dei Collegi, costituisce violazione di un obbligo di trasparenza che tuttavia non inficia la legittimità formale della segnalazione stessa (cfr. ex multis Collegio di Napoli decisione n. 441/2017; Collegio di Bologna decisione n. 17407/2018; Collegio di Roma, decisione n. 20172/2019 e Collegio di Milano, decisione n. 12450/2020)”.

Dunque, la suddetta pronuncia, ancora una volta, inserendosi nel solco delle precedenti, conferma il granitico orientamento dell’ABF in punto di segnalazioni nei sistemi di informazione creditizia.

ABF, Collegio di Napoli, 28 maggio 2021, n. 13652

Andrea Monesiglio – a.monesiglio@lascalaw.com

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