Crisi e procedure concorsuali

Segnalazione in CR: il danno non è in re ipsa

In tema di risarcimento danni da illegittima segnalazione alla Centrale dei rischi, sulla scorta delle recenti pronunce che hanno contribuito ad una lenta evoluzione della giurisprudenza in materia, si inseriscono alcune sentenze emesse all’esito di giudizi promossi avverso un istituto bancario patrocinato in giudizio dallo Studio La Scala.

In entrambi i procedimenti, gli attori erano stati erroneamente segnalati dalla finanziaria alla Centrale dei Rischi, a causa del malfunzionamento del sistema informatico. Tale segnalazione era rimasta visibile per un tempo molto limitato e non era stata fornita alcuna prova dei danni asseritamente patiti di cui si chiedeva il ristoro, adducendo che la sola circostanza, pacifica, dell’illegittima segnalazione, fosse sufficiente a determinare un danno di immagine e che tale danno fosse risarcibile. I Tribunali di Torino e Napoli, con le sentenze n. 2593/2015 del 14.4.2015- Dott. ssa Maurizia Giusta e n. 11543/2015 dell’11.9.2015- Dott. Massimilano Sacchi, negano la risarcibilità di un danno di cui non si sia rigorosamente provata l’esistenza, in altre parole, in controtendenza rispetto al precedente filone giurisprudenziale maggioritario, ritengono che tale danno non possa essere considerato “in re ipsa”. (“non vi è prova di esistenza del danno da lesione dell’immagine sociale e professionale della persona segnalata, non avendo l’attore dimostrato l’esistenza dell’asserito pregiudizio sofferto e del nesso causale tra esso e la condotta della banca. (…) Consegue da tali premesse e considerazioni che non è accoglibile la domanda formulata dall’attore.” Trib. Torino, sent. n. 2593/2015.

21 settembre 2015

Mariangela Bonera – m.bonera@lascalaw.com

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