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Segnalazione in CR e la valutazione dell’intermediario

Il Collegio di Palermo ribadisce il consolidato orientamento dell’ABF secondo cui la banca, nel procedere alla segnalazione presso la Centrale Rischi, deve procedere alla complessiva valutazione della situazione del cliente.

Nel caso di specie, il ricorrente chiedeva che venisse dichiarata l’illegittimità della segnalazione a sofferenza in Centrale Rischi, nonché delle segnalazioni presso i SIC, e che, pertanto, venisse condannata alla relativa cancellazione.

Per quanto concerne il merito della vicenda, come di consueto accade in tali circostanze, l’intermediario, prima della segnalazione, procedeva con la comunicazione al cliente della prossima segnalazione a sofferenza del suo nominativo, con la conseguenza che tale segnalazione sarebbe stata visibile anche nei Sic ai quali la banca aderiva.

Nel particolare, parte ricorrente contestava la legittimità della segnalazione dal punto di vista sostanziale sulla considerazione secondo la quale l’importo del credito scaduto sarebbe stato esiguo.

In sede motivazionale, il Collegio territoriale ha innanzitutto dato atto del pacifico orientamento dell’ABF secondo cui “l’invio dell’informativa al cliente di imminente segnalazione in Centrale Rischi Banca d’Italia costituisca un obbligo di trasparenza, ma non un presupposto di legittimità della segnalazione; essa non è finalizzata alla contestazione del dato, né volta a sollecitare il soggetto ad adempiere (Collegio di Palermo, n. 15051/2017, Collegio di Napoli, n. 441/2017, Collegio di Roma, n. 10957/17; Collegio di Bologna, decisione n. 4784/17, Collegio di Bari, n. 14541/2017), in quanto “presuppone l’esistenza di una situazione debitoria ormai consolidata che mal si presterebbe ad essere eliminata immediatamente” (tra gli altri, Collegio di Roma, n. 1927/2017)

La controversia è stata poi decisa in applicazione dell’ormai consolidato principio di diritto secondo il quale “In conformità alla Circolare 139, costituisce orientamento costante dell’ABF quello secondo il quale, ai fini della segnalazione a sofferenza, l’intermediario è tenuto a operare una valutazione complessiva dell’esposizione debitoria del cliente, finalizzata a verificare se quest’ultima possa considerarsi alla stregua di una stabile e consolidata incapacità di costui di onorare i propri debiti (Collegio di Coordinamento, decisione n. 611/14)”.

Infatti – continua l’Arbitro – “La segnalazione a sofferenza implica una valutazione da parte dell’intermediario della complessiva situazione finanziaria del cliente e non può scaturire da un mero ritardo di quest’ultimo nel pagamento del debito e dalla contestazione del credito (ex multis: decisione ABF, Collegio di Roma, n. 1927/2017; Collegio di Milano, n. 8955/2016; Collegio di Napoli, n. 1366/2017; in giurisprudenza, cfr. Cassazione civile, sez. I, 25 gennaio 2017 n. 1931, Cassazione civile, 9 luglio 2014, n. 15609; Cassazione civile, 1 aprile 2009, n. 7958; Cassazione civile, 12 ottobre 2007, n. 21428)”.

Con la decisione in commento, dunque, il Collegio di Palermo ha ulteriormente consolidato il proprio orientamento in materia di segnalazioni in Centrale Rischi.

ABF, Collegio di Palermo, Decisione n. 18898 del 18 agosto 2021

Andrea Monesiglio – a.monesiglio@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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