A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Segnalazione in CAI: il cambio di domicilio non comunicato non è opponibile alla Banca

È soddisfatta la condizione di procedibilità della segnalazione in CAI se il preavviso è indirizzato al domicilio eletto ai sensi dell’art. 9 bis della L. 386/1990, anche nelle ipotesi di modifica che il traente non abbia ritualmente comunicato ed indipendentemente dall’avvenuta conoscenza da parte del cliente

L’ABF, Collegio di Milano, con la decisione n. 17579 del 9 ottobre 2020 torna ad analizzare i presupposti di legittimità della segnalazione in CAI, con specifico riferimento alle formalità richieste all’intermediario per la regolarità dell’iscrizione ed al cliente per la comunicazione di variazione del domicilio.

Nel caso di specie la società ricorrente ha lamentato l’illegittimità della segnalazione e chiesto il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti sul presupposto che il preavviso fosse stato inviato ad un domicilio diverso da quello attuale, comunque noto alla Banca.

L’intermediario resistente ha controdedotto che il preavviso era stato inviato al domicilio di corrispondenza risultante dal contratto di conto corrente e, pertanto, che non era ad esso imputabile la mancata ricezione da parte del cliente, in mancanza di una rituale comunicazione di rettifica dell’indirizzo.

Con la decisione in commento, il Collegio di Milano ha affermato il principio secondo cui, ai fini della legittimità della notifica del preavviso ex art. 9-bis della L. 386/1990, ogni variazione di indirizzo risulta irrilevante se non comunicata dal cliente con le modalità normativamente previste al successivo art. 9-ter della stessa legge.

Sulle formalità richieste ai fini dell’opponibilità della variazione del domicilio, l’art. 9-ter della L. 386/1990 prevede l’onere per il cliente di comunicare detta variazione con “dichiarazione presentata direttamente alla Banca o all’ufficio postale, ovvero mediante telegramma o lettera raccomandata con avviso di ritorno”.

Diversamente, la notifica del preavviso effettuata al domicilio originariamente eletto è valida in quanto l’art. 9-bis della L. 386/1990, mediante un rigoroso formalismo, mira a rendere assolutamente certo il domicilio cui indirizzare lo specifico atto de quo. Tale certezza, precisa l’ABF, è del resto indispensabile per conciliare gli interessi individuali del destinatario a conoscere il destino di un suo assegno ed essere edotto della situazione creatasi, con l’esigenza del sistema a dare corso alle segnalazioni appropriate nel lasso di tempo previsto (Collegio di Milano, decisione 2181/2012).

Il Collegio, in definitiva, ha evidenziato una differenza tra il domicilio eletto ai sensi dell’art. 9-bis della L. 386/1990 ed altri eventuali domicili eletti (ad es. ai fini della ricezione degli e/c) dal cliente.

Ed invero, nel caso di specie le difese del ricorrente si basavano principalmente sulla circostanza che fosse stato reso noto alla Banca il nuovo domicilio e che a quell’indirizzo l’intermediario aveva inviato le comunicazioni periodiche relative al conto corrente. Tuttavia, considerato il mancato rispetto delle formalità richieste e la tardività della comunicazione (successiva alla notifica del preavviso), il Collegio, in forza dei richiamati principi, ha affermato la legittimità della notifica al domicilio eletto all’atto dell’instaurazione del rapporto e della successiva segnalazione.

Su tali premesse, l’ABF ha respinto il ricorso.

Collegio di Coordinamento ABF, Decisione, 9 ottobre 2020, n. 117579 

Cristian Ciannella – c.ciannella@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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