Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Segnalazione in CRIF positiva: nessuna violazione del Codice di deontologia e buona condotta

Il ricorrente si era visto negare un finanziamento necessario all’acquisto di un immobile per via delle evidenze registrate in CRIF attestanti il regolare ammortamento di due finanziamenti con scadenza prevista per il 2026.

Secondo la ricostruzione del ricorrente le segnalazioni erano il frutto di una violazione del codice di deontologia e buona condotta allegato al codice privacy in quanto effettuate senza la preventiva autorizzazione del soggetto segnalato che ne chiedeva, pertanto, la cancellazione asserendo che le stesse fossero foriere di danno all’immagine che gli avrebbe inibito l’ulteriore accesso al credito.

Il Tribunale di Brindisi ha escluso la ricorrenza del requisito del fumus boni iuris considerando che la valutazione del merito creditizio rientra tra le finalità espressamente previste per l’inserimento dati nei Sistemi di informazioni Creditizie previsti dal Codice di deontologia e buona condotta, ritenendo che il trattamento dei dati fosse del tutto legittimo. Peraltro, il Tribunale, valorizzando l’insussistenza dell’ulteriore requisito del periculum in mora ha evidenziato che in nessun caso la segnalazione come buon pagatore può comportare una compromissione dei diritti della personalità di un soggetto.

Il rispetto delle previsioni del Codice di deontologia e buona condotta allegato al codice privacy e la coerenza del trattamento dei dati con le finalità del sistema di informazioni creditizie hanno indotto il Tribunale a respingere la domanda cautelare, condannando il ricorrente al pagamento delle spese di lite.

Trib. Brindisi, Ord., 18 dicembre 2020

Francesca Fiorito – f.fiorito@lascalaw.com

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