Se motivata, la vendita forzata è valida anche con ribasso

Il Giudice Delegato può disporre l’aggiudicazione di un bene immobile – nel caso di un’unica offerta ribassata per non oltre un quarto rispetto al prezzo fissato nell’ordinanza di vendita – qualora ricorrano i presupposti previsti dall’art. 572, terzo comma, c.p.c. e non vi sia possibilità di ottenere un prezzo superiore da una nuova vendita.

È questo l’importante principio espresso dalla Corte di Cassazione, che ha censurato il provvedimento emesso dal Tribunale di merito con il quale è stata revocata l’aggiudicazione immobiliare al ribasso disposta dal Giudice Delegato.

Il Tribunale, laddove ha ritenuto che l’offerta sottosoglia sarebbe valida solo in caso di pluralità di offerte, avrebbe dato secondo la Corte una lettura troppo riduttiva della norma sopra citata.

Proprio i giudici di legittimità, infatti, hanno evidenziato che la posizione dell’offerente sottosoglia non cambia a seconda che vi sia o meno pluralità di offerte, atteso che nel primo caso il giudice deve comunque procedere alla gara fra tutti gli offerenti, mentre nell’ipotesi di unica offerta il meccanismo di attribuzione dell’immobile dipende da un potere discrezionale motivato del Giudice.

In entrambi i casi, d’altronde, la modifica normativa che ha interessato la disposizione di cui all’art. 572, terzo comma, c.p.c. si incentra sull’estensione della base degli interessati con l’evidente intento di accelerare la vendita giudiziale del bene.

Nel caso di specie, invero, la Corte pone l’accento proprio sulla motivazione resa dal Giudice Delegato nell’ordinanza di assegnazione, il quale evidenziava che proprio l’unicità dell’offerta e i precedenti numerosi esperimenti di vendita giustificavano una prognosi negativa di un ulteriore eventuale tentativo.

Ebbene, sulla scorta di tali rilievi gli Ermellini hanno cassato la decisione del Tribunale ed hanno enunciato il seguente principio di diritto: “in caso di vendita coattiva immobiliare effettuata direttamente dal giudice delegato del fallimento, è valida anche l’offerta ribassata per non oltre un quarto rispetto al prezzo fissato nella relativa ordinanza, potendo allora il predetto giudice, in caso di unicità di offerta, aggiudicare il bene a tale offerente, ove sussistano i presupposti di cui all’art. 572 c.p.c., comma 3 novellato, applicabile ratione temporis, in particolare dando conto che non ricorre seria possibilità di conseguire un prezzo superiore per effetto di una nuova vendita, secondo i limiti di compatibilità dell’istituto, che costituisce un elemento normativo integrante il provvedimento”.

Cass., Sez. I, 26 agosto 2021, n. 23486

Federico Iannucci – f.iannucci@lascalaw.com

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