Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

Se la notifica vuoi perfezionare, la mancata consegna al destinatario devi provare!

La Corte di Cassazione con recente pronuncia ha confermato i principi relativi alla notifica effettuata ai sensi dell’art. 140 c.p.c., e cioè che essa può dirsi perfezionata non solo con l’avvenuta allegazione della spedizione dell’avviso di ricevimento della raccomandata con cui il destinatario viene notiziato dell’avvenuto deposito di copia dell’atto presso la casa comunale ma è necessario che dall’avviso di ricevimento si evinca che l’atto è pervenuto nella sfera di conoscibilità del destinatario.

Il fatto, oggetto di disamina da parte della Corte, nasce da notifica di decreto ingiuntivo eseguita presso la residenza del debitore, ai sensi dell’art. 140 codice di rito con la compiuta giacenza, la quale per il Tribunale di Lecce, ed a conferma da parte della Corte d’Appello, era stata ritenuta regolare in quanto le contestazioni delle risultanze avrebbero dovuto formare oggetto di querela di falso, e per le quali non erano ravvisabili situazioni di impedimento oggettivo, riconducibili al caso fortuito o alla forza maggiore, della conoscenza dell’atto da parte della destinataria e, pertanto, l’opposizione era stata considerata tardiva.

La Corte di Cassazione, analizzando i principi in materia di notificazione ai sensi dell’art. 140 c.p.c.,  ha confermato l’orientamento ormai consolidato secondo cui ai fini del perfezionamento della notifica effettuata ai sensi dell’art. 140 c.p.c., non è sufficiente l’allegazione dell’avvenuta spedizione dell’avviso di ricevimento della raccomandata con cui il destinatario viene notiziato dell’avvenuto deposito di copia dell’atto nella casa del comune in cui la notificazione deve avere luogo, ma è necessario che dall’avviso di ricevimento e dalle annotazioni che l’agente postale appone su di esso quando lo restituisce al mittente, si possa ricavare che l’atto è pervenuto nella sfera di conoscibilità del destinatario” ( Corte di Cass. a Sezioni Unite n. 458 del 2005).

A conferma anche sentenza della Corte di Cassazione del 30/01/2019, n. 2683, la quale ha affermato che “l’avviso di ricevimento della raccomandata informativa del deposito dell’atto presso a casa comunale deve recare l’annotazione, da parte dell’agente postale, dell’accesso presso il domicilio del destinatario e delle ragioni della mancata consegna, non essendo sufficiente la sola indicazione del deposito del plico presso l’ufficio postale”.

Inoltre è ormai pacifico l’orientamento, in materia di notificazione ai sensi dell’art. 140 c.p.c., che ritiene la raccomandata cosiddetta “informativa”( poiché non tiene luogo dell’atto da notificare, ma contiene la sola e semplice “notizia” del deposito dell’atto stesso nella casa comunale), non soggetta alle disposizioni di cui alla L. 20 novembre 1982, n. 890, sicché occorre per la stessa rispettare solo quanto prescritto dal regolamento postale per la raccomandata ordinaria (Corte di Cass. 18/12/2014, n.26864, ha escluso che la mancata specificazione, sull’avviso di ricevimento, della qualità del consegnatario e della situazione di convivenza o meno con il destinatario determinasse la nullità della notificazione).

In specie, dall’esame degli atti, risultava che la raccomandata con avviso di ricevimento era stata spedita ma non anche “recapitata” alla destinataria, prima della restituzione al mittente per compiuta giacenza.

E se, certamente, dell’avvenuta spedizione fa fede fino a querela di falso l’attestazione contenuta sull’avviso stesso recante l’indicazione del cronologico, della data di spedizione, del nome della destinataria e del luogo di destinazione, diversamente è a dirsi con riferimento all’esito della spedizione che è rimasto ignoto, poiché l’avviso non reca alcuna indicazione riguardo alle ragioni della mancata consegna della raccomandata.

Dunque, il procedimento di notificazione ex art. 140 c.p.c., non è stato ritenuto completato e la Suprema Corte, ha ritenuto di accogliere i motivi del ricorso, rinviando la decisione alla Corte d’appello di Lecce in diversa composizione.

Cass., Sez. II, Ord., 14 luglio 2021, n. 20074

Caterina Morabito – c.morabito@lascalaw.com

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