Diritti reali e condominio

Se il condomino contesta i documenti su cui si fonda il decreto ingiuntivo spetta all’amministratore dimostrare l’esistenza del credito

Cass., 27 luglio 2012, Sez. VI, n. 13523

Massima: “In tema di decreto ingiuntivo emesso per il pagamento di contributi condominiali, qualora l’opponente contesti la sussistenza del debito e la documentazione posta a fondamento dell’ingiunzione, incombe all’amministratore del condominio, in quanto attore, l’onere di dimostrare i fatti costitutivi del credito con la produzione di tutti gli opportuni documenti.” (leggi la sentenza per esteso)

La sentenza n. 13523/2012 – emessa in data 19 giugno 2012, depositata in Cancelleria il 27 luglio 2012 – si è pronunciata in tema di “Condominio” con riguardo al principio dell’onere della prova.

La vicenda, posta all’attenzione della Suprema Corte, riguarda la disputa insorta tra il proprietario di un immobile ed il proprio condominio, a seguito della notifica di un decreto ingiuntivo, con il quale il Tribunale di Roma ingiungeva i pagamenti dei contributi condominiali, ai sensi dell’art. 63 disp. att. cod. civ. (ovvero “Per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea, l’amministratore può ottenere decreto di ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione“).

L’inquilino dell’appartamento proponeva opposizione, eccependo la nullità del provvedimento monitorio e, contestualmente, chiedendone la revoca per nullità della delibera di approvazione degli oneri e delle relative ripartizioni, in quanto adottata in mancanza di tabelle millesimali regolarmente approvate.

Il Tribunale di Roma accoglieva l’opposizione e revocava il decreto ingiuntivo.

Avverso la decisione del Giudice di primo grado, il Condominio adiva la Corte d’Appello che confermando sostanzialmente l’indirizzo precedente, così motivava la sua decisione: “la delibera condominiale di ripartizione delle spese costituisce titolo di credito del Condominio e di per sé prova l’esistenza dello stesso, legittimando la concessione del provvedimento monitorio, tuttavia, quando in sede di opposizione sia chiesta, come nel caso di specie, la verifica dell’esistenza e della validità ed efficacia della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere, l’onere di fornire la prova spetta all’opposto”.

La pronuncia de qua è stata, successivamente, confermata anche dalla Corte di Cassazione che ha ulteriormente sottolineato la corretta interpretazione, nel caso di specie, del principio dell’onere della prova.

Difatti, rifacendosi a orientamenti giurisprudenziali già consolidati (Cass. n. 17371 del 2003; Cass. n. 807 del 1999), la Suprema Corte ha ribadito che il giudizio di opposizione si configura come un giudizio ordinario di cognizione a cui si applica regolarmente il principio dell’art. 2697, I co. cod. civ., (“chi vuol far valere un diritto deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento”).

Dunque, anche secondo la Cassazione,  spetta al Condominio l’onere della prova del credito e, nello specifico “incombe all’amministratore del Condominio, in quanto attore, l’onere di dimostrare i fatti costitutivi del credito con la produzione di tutti gli opportuni documenti”.

(Tiziana Francolino – t.francolino@lascalaw.com)

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