La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Scrittura privata, specificità e determinatezza del disconoscimento

La giurisprudenza di merito ha riaffermato il principio di diritto secondo cui la contestazione della genuinità delle firme di una scrittura privata deve essere effettuata in maniera specifica e supportata da elementi idonei.

Nel caso di specie un consumatore opponeva un decreto ingiuntivo contestando la natura indeterminata e usuraria dei tassi, nonché l’apocrifia delle sottoscrizione ivi apposte.

Il Giudice, senza neppure entrare nel merito del disconoscimento, ne ha dichiarato l’inammissibilità, in quanto privo degli elementi essenziali: “il disconoscimento di una scrittura privata, ai sensi dell’art. 214 cod. proc. civ., pur non richiedendo una forma vincolata, deve comunque rivestire i caratteri della specificità e della determinatezza, che consentano di desumere in modo inequivoco gli estremi della negazione della genuinità della copia e non risolversi in una espressione di stile (Cass, civ., Sez. II, 13/02/2008, n. 3474)”.

Per gli stessi motivi, inoltre, il Giudice ha negato l’ordine di esibizione dell’originale del contratto: “essendo risultato il disconoscimento non conforme all’onere posto dall’art. 2719 c.c. non è stato ordinato il deposito in originale degli stessi”.

L’opposizione, peraltro, è stata rigettata anche con riferimento alle contestazioni di merito.

La sentenza ha infatti ritenuto generiche e non provate le varie eccezioni attoree in punto di usura e illegittimità dei tassi applicati, poiché formulate in violazione dell’onere probatorio, gravante sull’opponente: “essendo le stesse rimaste a livello di mera allegazione astratta senza alcun riferimento concreto al rapporto di finanziamento oggetto del presente giudizio”.

Per l’effetto è stata respinta l’istanza attorea di CTU contabile poiché esplorativa e, dunque, inammissibile: “in quanto il suddetto mezzo di indagine non può essere utilizzato al fine di esonerare la parte dal fornire la prova di quanto assume”.

Tribunale di Nola, 13 settembre 2018, n. 1601 (leggi la sentenza)

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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