Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Scatto del Codice della Crisi: modifiche urgenti alla legge fallimentare in tema di transazione fiscale

Il Senato, mercoledì 11 novembre 2020, ha approvato con modifiche il DDL n. 1970, di conversione del decreto-legge n. 125, “recante misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la continuità operativa del sistema di allerta COVID, nonché per l’attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020”.

Il Provvedimento è ora alla Camera.

Con un emendamento inserito all’ultimo, è stata prevista una importante modifica all’attuale legge fallimentare (interessati sono gli articoli 180, 182-bis e 182-ter l.f.) anticipatoria di alcune previsioni in materia di transazione fiscale già previste nell’ambito del Codice della Crisi (che come confermato dal recente Decreto Correttivo entrerà in vigore il 1° settembre 2021).

La ratio delle predette modifiche, in considerazione della situazione di crisi economica per le imprese determinata dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, è quella di agevolare il più possibile l’omologazione di concordati o di accordi di ristrutturazione, cercando di superare l’impasse che spesso nella prassi si verifica a causa dell’inerzia dell’Amministrazione Finanziaria.

Le modifiche proposte sono le seguenti:

  1. a) all’articolo 180, IV comma, l.f. è aggiunto il seguente periodo: “Il tribunale omologa il concordato preventivo anche in mancanza di voto da parte dell’amministrazione finanziaria o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie quando l’adesione è determinante ai fini del raggiungimento delle maggioranze di cui all’articolo 177 e quando, anche sulla base delle risultanze della relazione del professionista di cui all’articolo 161, terzo comma, la proposta di soddisfacimento della predetta amministrazione o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie è conveniente rispetto all’alternativa liquidatoria”;
  2. b) all’articolo 182-bis, IV comma l.f., è aggiunto, il seguente periodo: “Il tribunale omologa l’accordo anche in mancanza di adesione da parte dell’amministrazione finanziaria o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie quando l’adesione è decisiva ai fini del raggiungimento della percentuale di cui al primo comma e quando, anche sulla base delle risultanze della relazione del professionista di cui al medesimo comma, la proposta di soddisfacimento della predetta amministrazione o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie è conveniente rispetto all’alternativa liquidatoria”;
  3. c) all’articolo 182-ter:

1) al comma 1, secondo periodo, dopo le parole: “natura chirografaria” sono inserite le seguenti: “anche a seguito di degradazione per incapienza”;

2) al comma 5, il secondo periodo è sostituito dal seguente: “In tali casi l’attestazione del professionista, relativamente ai crediti tributari o contributivi, e relativi accessori, ha ad oggetto anche la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione giudiziale; tale punto costituisce oggetto di specifica valutazione da parte del tribunale”;

3) al comma 5, dopo il terzo periodo è inserito il seguente: “Ai fini della proposta di accordo su crediti aventi ad oggetto contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza ed assistenza obbligatorie, e relativi accessori, copia della proposta e della relativa documentazione, contestualmente al deposito presso il tribunale, deve essere presentata all’ufficio competente sulla base dell’ultimo domicilio fiscale del debitore”.

La modifica proposta avrà un notevole impatto sui concordati e sugli accordi di ristrutturazione dei debiti.

Questi, infatti, potranno essere omologati anche a prescindere dalla dichiarazione di voto o dall’adesione da parte dell’amministrazione finanziaria o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie nei casi in cui l’adesione è determinante ai fini del raggiungimento delle maggioranze di cui all’articolo 177 l.f. o ai fini del raggiungimento della percentuale di cui al primo comma dell’art. 182 bis l.f. e quando sulla base delle risultanze della relazione del professionista attestatore, la proposta di soddisfacimento della predetta amministrazione o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie è conveniente rispetto all’alternativa liquidatoria.

Vengono in tal modo anticipati e resi ancor più incisivi gli effetti previsti all’art. 48, co. 5 del Codice della Crisi rubricato “Omologazione del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione dei debiti” che dispone espressamente – nella formulazione appena modificata dal D.Lgs. 26 ottobre 2020, n. 147 (c.d. “Decreto correttivo”) – che “Il  tribunale  omologa gli accordi di ristrutturazione o il concordato preventivo  anche  in mancanza di adesione  da  parte  dell’amministrazione  finanziaria  o degli enti gestori di forme di previdenza o  assistenza  obbligatorie quando l’adesione è determinante ai fini  del  raggiungimento  delle percentuali di cui all’articolo 57, comma 1, 60 comma 1, e 109, comma 1, e quando, anche sulla base delle risultanze  della  relazione  del professionista indipendente, la  proposta  di  soddisfacimento  della predetta amministrazione o degli enti gestori di forme di  previdenza o assistenza obbligatorie  è  conveniente  rispetto  all’alternativa liquidatoria”.

Consulta l’infografica

Infografica Concorsuale - Scaccaglia

A questo link è disponibile il testo approvato dal Senato

Luca Scaccaglia – l.scaccaglia@lascalaw.com

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