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Scatta il risarcimento del danno se i crediti ceduti sono privi delle garanzie promesse

Nel caso di cessione del credito assistito da una garanzia reale risultata poi nulla, prescritta, estinta o di grado inferiore rispetto a quello indicato dal cedente, il cessionario può agire nei confronti di quest’ultimo ancor prima di aver escusso il debitore ceduto, chiedendo il risarcimento del danno da inadempimento.

Lo ha recentemente affermato la Cassazione in una recente sentenza.

Una società fiduciaria agiva in giudizio nei confronti di una banca a seguito di alcune operazioni di cessione di crediti pro soluto garantiti a ipoteche immobiliari, alcune delle quali erano risultate cancellate a seguito dell’espropriazione forzata avviata dalla banca medesima, alla quale pertanto chiedeva il risarcimento del danno.

Il Tribunale accoglieva la domanda, ma in appello la decisione veniva riformata in accoglimento della domanda di manleva proposta dalla banca nei confronti del notaio che aveva curato l’operazione.

Quest’ultimo ha quindi proposto ricorso in Cassazione e la banca ha proposto ricorso incidentale.

Il punto nodale, sciolto dalla Cassazione, è se il cessionario può, o meno, agire nei confronti del cedente prima ancora di escutere il debitore ceduto.

La Corte ha riposto affermativamente nel senso che il cessionario potrà agire “chiedendo il risarcimento del danno da inadempimento, senza necessità di domandare la risoluzione della cessione”, in quanto “la diminuzione delle garanzie che ha determinato un danno patrimoniale immediato ed attuale corrisponde di per sé ad una diminuzione del valore di circolazione del credito”.

Successivamente la Corte ha approfondito anche il tema della liquidazione di tale danno, chiarendo che “deve essere parametrata, con giudizio necessariamente equitativo, alla maggiore prevedibile perdita in caso di insolvenza”.

La responsabilità della banca viene quindi confermata in via definitiva dalla Cassazione.

Il ricorso principale proposto dal notaio trova invece accoglimento: la giurisprudenza esclude infatti pacificamente la responsabilità professionale del notaio che abbia omesso di indicare la presenza di vincoli limitativi della proprietà di immobili trasferiti con atto da lui rogato, laddove sia dimostrato che il contraente interessato a tale informazione conosceva tali vincoli.

Cass., Sez. III, 15 giugno 2020, n. 11583

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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