Se scappi ti notifico

Se scappi ti notifico

La notificazione del decreto ingiuntivo eseguita presso la vecchia residenza del debitore, con la quale lo stesso mantiene un collegamento, è nulla, ma non inesistente. Ne deriva che l’opposizione tardiva proposta dall’ingiunto, ai sensi dell’art. 650 c.p.c., ha l’effetto di confermare implicitamente che la notificazione ha raggiunto il proprio scopo, così sanando il vizio di nullità.

L’ordinanza in commento n. 4529, resa dalla Corte di Cassazione il 5 luglio 2018 e pubblicata il 15 febbraio 2019, ha definito il contenzioso sorto sulla validità della notificazione di un decreto ingiuntivo, eseguita presso la vecchia residenza dell’ingiunto, di recente modificata, e perfezionata per ricezione da parte della figlia qualificatasi come familiare convivente. La decisione è stata resa sulla base di una serie di principi già affermati dalla Corte con precedenti pronunce.

Nello specifico, l’ordinanza ha dapprima ribadito la distinzione tra ipotesi nelle quali la notificazione è nulla e fattispecie nelle quali deve essere ritenuta inesistente.

L’inesistenza, invero, è una sanzione applicabile, sulla scorta dei principi di strumentalità delle forme degli atti processuali e del giusto processo, esclusivamente nei casi di totale mancanza materiale dell’atto, o nelle ipotesi in cui viene posta in essere un’attività priva degli elementi costitutivi essenziali idonei a qualificarla come notificazione.

Queste ultime ipotesi, in particolare, ricorrono: se la trasmissione dell’atto è compiuta da un soggetto a cui la legge non riconosce la qualifica necessaria o non attribuisce la possibilità giuridica di compiere l’attività; se manca la consegna, da intendersi quale raggiungimento di uno qualsiasi degli esiti positivi della notificazione che l’ordinamento contempla.

In tutti gli altri casi, precisa la Suprema Corte, i vizi che riguardano l’attività di notificazione ne determinano la nullità.

Pertanto, la notificazione eseguita a luogo o persona che, pur se diversi da quelli specificati nell’art. 139 c.p.c., hanno un collegamento con il destinatario, è nulla; al contrario – si legge nella pronuncia in commento -, se la stessa fosse stata eseguita in un luogo o nei confronti di persona privi di relazione con il destinatario, si sarebbe verificata un’ipotesi di inesistenza non sanabile.

Ne deriva, ulteriormente, che la notificazione del decreto ingiuntivo eseguita presso la residenza da poco mutata del destinatario, peraltro nel caso perfezionata mediante consegna ad un soggetto che si è qualificato come figlia convivente dell’ingiunto, è soltanto nulla e non esistente.

A fronte della nullità della notificazione del decreto ingiuntivo, precisa ulteriormente l’ordinanza richiamando insegnamenti lapidari nel tempo, è nei poteri dell’ingiunto proporre l’opposizione tardiva disciplinata dall’art. 650 c.p.c., così di fatto sanando il vizio per avvenuto raggiungimento dello scopo dell’atto; con la specificazione, tuttavia, che l’opposizione tardiva dovrà lamentare criticità ulteriori rispetto a quella della nullità in parola, implicitamente già sanata dal ricorso in opposizione.

Cass., Sez. III Civ., 15 febbraio 2019, ordinanza n. 4529

Cristina Pergolari – c.pergolari@lascalaw.com

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