Vigilanza

Sanzioni e procedura sanzionatoria: Banca d’Italia avvia la consultazione

Banca d’Italia ha posto in pubblica consultazione alcune modifiche alle disposizioni in materia di sanzioni e procedura sanzionatoria amministrativa (Provvedimento della Banca d’Italia del 18 dicembre 2012).

L’intervento si rende necessario per adattare le vigenti disposizioni alle importanti novità introdotte in questa materia dalla direttiva 2013/36/UE (c.d. “CRD IV”) e per tener conto dell’avvio del “Meccanismo di Vigilanza Unico” (MVU).

Le principali novità introdotte dalla CRD IV riguardano:

  •  i destinatari delle sanzioni amministrative, che comprendono sia le persone fisiche (esponenti, dipendenti e personale) sia le società o gli enti responsabili della violazione;
  • gli importi delle sanzioni pecuniarie, pari nel massimo al 10 per cento del fatturato per gli enti e a 5 milioni di euro per le persone fisiche;
  • la tipologia delle misure adottabili, in quanto alla sanzione pecuniaria si affiancano altre misure di natura non patrimoniale;
  • la precisa elencazione delle circostanze di cui l’Autorità deve tener conto nel determinare la sanzione da irrogare nel caso concreto;
  • lo scambio di informazioni con l’Autorità Bancaria Europea (ABE) e con le altre Autorità europee competenti in materia;
  • la pubblicazione delle sanzioni, che in alcuni casi può avvenire in forma anonima o essere differita.

Queste innovazioni comportano una profonda modifica dell’impianto sinora vigente in Italia per le sanzioni amministrative in materia bancaria e finanziaria, in quanto richiedono il passaggio da un sistema generalmente fondato sulla punibilità della sola persona fisica, con sanzioni esclusivamente pecuniarie e di importo contenuto, a un sistema che prevede:

  • l’applicazione della sanzione direttamente all’intermediario responsabile, eventualmente in aggiunta alla sanzione all’esponente o al dipendente che ha agito materialmente,
  • con importi molto più elevati di quelli attuali
  • un ventaglio di misure adottabili più variegato rispetto alla sola sanzione pecuniaria.

Per ragioni di coerenza, efficienza e organicità del sistema, il legislatore italiano, nel recepire la CRD IV (D.Lgs. 12 maggio 2015 n. 72) si è orientato verso la scelta di estendere l’ambito applicativo delle innovazioni in materia di sanzioni al di là dello stretto ambito necessario per recepire la direttiva (che riguarda solo le violazioni in materia prudenziale commesse da banche e SIM).

Modifiche corrispondenti a quelle introdotte nel TUB sono state apportate al TUF, per quanto riguarda le sanzioni applicabili ai soggetti disciplinati dal medesime Testo Unico.

In un’ottica di proporzionalità, regole in parte “speciali” sono state previste o mantenute per le violazioni in materia di:

  • trasparenza delle condizioni contrattuali e correttezza dei comportamenti verso la clientela, per le quali sono sanzionabili solo gli intermediari e purché l’infrazione rivesta carattere rilevante;
  • per le sanzioni in materia di antiriciclaggio, in attesa del recepimento della direttiva (UE) 2015/849 del 20 maggio 2015, restano ferme le previsioni di cui al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sia per quanto attiene ai soggetti sanzionabili sia per le misure adottabili e i limiti edittali ivi previsti.

Il TUB (come modificato dal D.Lgs. 72/2015) determina in modo preciso i casi e le condizioni in presenza delle quali la sanzione va applicata all’ente e/o alla persona fisica responsabile della violazione.

Oltre alla CRD IV, anche il regolamento (UE) n. 1024/2013 (c.d. “SSMR”), istitutivo dell’MVU, determina impatti sul sistema sanzionatorio. In particolare, per le banche significative, il regolamento attribuisce alla BCE il potere di applicare direttamente sanzioni pecuniarie all’intermediario quando la violazione ha a oggetto norme europee direttamente applicabili (regolamenti dell’Unione Europea, regolamenti o decisioni della BCE); in tutti gli altri casi (violazione di direttive europee o di norme nazionali, sanzioni di natura non pecuniaria, destinatari persone fisiche), la sanzione che riguarda una banca significativa è irrogata dall’Autorità nazionale, esclusivamente su richiesta della BCE.

Nei confronti delle banche meno significative, la BCE ha il potere di applicare direttamente sanzioni pecuniarie solo per le violazioni dei regolamenti e delle decisioni emanati dalla BCE che creano obbligazioni nei confronti di quest’ultima. In tutti gli altri casi resta invece ferma l’autonoma potestà sanzionatoria dell’Autorità nazionale.

Per le violazioni che riguardano materie non coperte dall’MVU (ad es. trasparenza delle condizioni contrattuali e correttezza dei comportamenti), ovviamente, non viene in rilievo la competenza della BCE e quindi l’irrogazione delle sanzioni rimane affidata alle Autorità nazionali indipendentemente dalle dimensioni della banca.

Osservazioni, commenti e proposte potranno essere inviati entro il 16 novembre 2015.

17 settembre 2015

Sabrina Galmarini – s.galmarini@lascalaw.com

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