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Saldo e stralcio: legittima la segnalazione in CR

Con la decisione in commento il Giudice fiorentino ha respinto il ricorso con il quale il ricorrente chiedeva che venisse dichiarata l’illegittimità della segnalazione del suo nominativo in Centrale Rischi della Banca D’Italia.

Nello specifico, parte ricorrente eccepiva di aver stipulato con la banca un mutuo, successivamente risolto per mancato tempestivo pagamento delle rate di cui al piano di ammortamento, con conseguente avvio di procedura esecutiva immobiliare; di aver immediatamente cercato una soluzione transattiva ma che, malgrado l’accordo raggiunto, la banca non provvedeva alla rinuncia all’esecuzione ed alla cancellazione della segnalazione dalla Centrale Rischi.

Si costituiva in giudizio la banca, chiedendo il rigetto del ricorso ed evidenziando che la transazione poteva dirsi perfezionata solo in un momento successivo rispetto indicato da controparte, atteso che anteriormente si era trattato esclusivamente di un mero scambio di mail. Quanto alla la segnalazione effettuata, parte resistente deduceva trattarsi di atto dovuto.

All’esito del giudizio, il Giudice, ha ritenuto la richiesta cautelare inammissibile in primis evidenziando come “in coerenza con la natura strumentale rispetto al giudizio di merito dei provvedimenti cautelari, non è consentito assicurare in via cautelare effetti diversi e maggiori rispetto a quelli che la parte potrà conseguire in caso di accoglimento della domanda di merito” e nella fattispecie in esame tale strumentalità non ricorreva.

In particolare, il ricorrente chiedeva in via di urgenza la condanna della parte resistente alla cancellazione della segnalazione in C.R., e quindi ad un facere specifico, mentre nel giudizio di merito lo stesso aveva preannunciato la proposizione esclusivamente della domanda di risarcimento del danno.

In secondo luogo, nel merito, ha condiviso la prospettazione della banca, secondo cui nessuna transazione poteva dirsi realmente formalizzata “trattandosi semplicemente di scambio di mail strumentale, ove fosse stata raggiunta l’intesa, alla successiva formalizzazione”.

Aggiunge poi il giudicante come parimenti inconsistente appariva la doglianza secondo cui la stipula della transazione successiva, ed in particolare della clausola che preannunciava la segnalazione in CR come pagamento a saldo e stralcio, sarebbe stata invalida in quanto frutto di coercizione indebita della volontà, atteso che il ricorrente era assistito, sin dall’epoca, dal proprio legale di fiducia e ove avesse ritenuto di non accettare tale clausola sarebbe stato suo diritto non sottoscrivere la transazione, ovvero non darne esecuzione. N’è d’altra parte poteva ritenersi illegittimo il comportamento della Banca “nella misura in cui ha ritenuto di qualificare nella segnalazione alla Centrale Rischi l’accordo raggiunto in termini di pagamento a stralcio, piuttosto che in adempimento di transazione. In ogni caso va ribadito che la segnalazione a stralcio era stata prevista dalla stessa transazione.”.

La domanda cautelare quindi è stata ritenuta infondata anche sotto il profilo del fumus boni iuris.

Sulla base di tali argomentazioni, il Tribunale di Firenze ha respinto il ricorso proposto, condannando il ricorrente al pagamento delle spese di lite.

Trib. Firenze, Sez. III, 11 dicembre 2020

Giulia Martucci – g.martucci@lascalaw.com

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