Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

Rito sommario: l’ordinanza comunicata è come fosse notificata

Della decorrenza del termine breve per l’impugnazione si è occupata una recente ordinanza della Corte di Cassazione, stabilendo che per la decorrenza occorre far riferimento non alla notificazione del provvedimento decisorio a cura della parte, bensì alla comunicazione effettuata dalla cancelleria.

La vicenda trae origine dall’appello promosso contro l’ordinanza ex art. 702 ter c.p.c. emessa dal Tribunale di Monza, con la quale veniva dichiarato prescritto il diritto del ricorrente alla liquidazione della propria quota dalla società da cui era stato escluso.

La Corte d’Appello di Bologna aveva dichiarato inammissibile il gravame proposto rilevando che l’ordinanza impugnata era stata comunicata, in forma integrale, a cura della cancelleria al difensore dell’appellante il 24 gennaio 2011 e che l’appello era stato proposto con citazione consegnata per la notifica il 16 marzo 2011.

L’appellante, pertanto, proponeva ricorso in Cassazione.

La Suprema Corte ha operato un raffronto tra la disciplina prevista, da un lato, dall’art. 325 c.p.c., comma 1, e dall’art. 326 c.p.c., comma 1, e, dall’altro, dall’art. 702- quater c.p.c., affermando che, ai fini della decorrenza del termine di trenta giorni, occorre far riferimento, se anteriore alla data della notificazione ad istanza di parte, alla comunicazione della decisione effettuata da parte della cancelleria.

La prevalenza dell’applicabilità della disciplina di cui all’art. 702 – quater c.p.c. su quella prevista dagli articoli 325, 326 c.p.c. è giustificata, secondo la Corte di Cassazione, dal principio di specialità nonché dalle ragioni di speditezza del rito sommario.

D’altra parte, la Suprema Corte ha precisato che, al fine di garantire il diritto di piena difesa delle parti, la comunicazione effettuata dalla cancelleria per essere idonea a far decorrere il termine breve per l’appello, deve avere ad oggetto il testo integrale della decisione, comprensivo della decisione e della motivazione, e ciò anche se l’art. 45 delle disp. att. c.p.c. non prevede la comunicazione integrale del provvedimento.

Cass., Sez. VI Civ., 5 settembre 2019, ordinanza n. 22241

Margherita Bracci – m.bracci@lascalaw.com

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