Ritardo nella consegna di una raccomandata: Poste Italiane deve risarcire il danno?

Per i Giudici della Cassazione non sussiste il diritto al risarcimento in favore dell’avvocato che agisce in giudizio per ottenere il risarcimento a causa del ritardo nella consegna di una lettera raccomandata.

Esaminiamo, più approfonditamente, le motivazioni sottese a tale recente pronuncia.

Un avvocato conveniva in giudizio Poste Italiane per ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa del ritardo nella consegna di una importante raccomandata.

Tale raccomandata conteneva infatti l’atto di costituzione di parte civile in un processo penale (nel c.d. processo Parmalat) e tale ritardo nella consegna aveva di fatto causato l’impossibilità di costituirsi parte civile nel processo penale, con conseguente danno determinato in Euro 20.195,07, pari al valore delle azioni Parmalat possedute.

In primo grado il Tribunale accoglieva la domanda attorea condannando la società al risarcimento dei danni.

La pronuncia è stata successivamente impugnata dalla Poste italiane e la Corte d’appello ha accolto il gravame: in totale riforma della decisione impugnata, la Corte ha rigettato la domanda dell’avvocato, con condanna alla restituzione delle somme ricevute ed alla rifusione della metà delle spese dei due gradi di giudizio.

La Corte territoriale ha osservato che la danneggiata non aveva prodotto la sentenza di condanna irrevocabile pronunciata nel processo Parmalat, che avrebbe potuto corroborare, in via presuntiva, la richiesta risarcitoria.

Quest’ultima ricorre quindi così in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento del suo diritto al risarcimento del danno come stabilito in base alla carta dei servizi postali.

Ma da come si evidenzia dal contenuto della sentenza impugnata, non emerge che l’avvocato, dinanzi alla Corte territoriale, abbia avanzato domanda per il risarcimento del danno come determinato dalla carta della qualità del servizio postale.

Ed inoltre il richiamo che fa la ricorrente ad alcune pronunce giurisprudenziali in tema da ritardo nella consegna della posta e di danno da perdita di chance non si adattano al caso in esame, poiché la sentenza impugnata oltre ad evidenziare il fatto che il semplice atto di costituzione di parte civile non comporta di per sé l’accoglimento della domanda, ha aggiunto correttamente che nessuna preclusione sussisteva, in capo alla danneggiata, alla possibilità di promuovere l’azione in sede civile.

Giustamente, dunque, la sentenza ha rigettato la domanda risarcitoria ed ha escluso l’esistenza di un diritto al risarcimento per perdita di chance.

Da qui deriva il rigetto del ricorso.

Consulta l’infografica

Cass., Sez. VI, 1 luglio 2021, n. 18713

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

La registrazione tardiva del contratto ha efficacia retroattiva e sanante, ancorché intervenuta do...

Contratti

L’assenza di preventivo non esclude il diritto al compenso dell’avvocato

Con una recentissima ordinanza la Cassazione ha stabilito che l’acquirente di un appartamento sit...

Contratti

La rivincita del promissario acquirente

Un Condominio adiva in giudizio due condomini per sentire accolta la domanda volta ad accertare l...

Contratti

X