Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Risvolti pratici dell’illegittimità dell’art. 54 ter

A seguito della pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 128/2021 che ha dichiarato l’illegittimità della seconda proroga dell’art. 54 ter, con il presente contributo condividiamo le prime riflessioni in ordine al prosieguo dell’attività e alle tempistiche per le riassunzioni delle procedure esecutive immobiliari sospese.

Orbene, partendo dai principi generali del nostro ordinamento e sulla base del disposto dell’art. 136 Cost., la norma dichiarata incostituzionale cessa la sua efficacia ex nunc, ovvero dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza e, quindi, con riferimento al caso che ci occupa, dal 23.06.2021.

Tale data sarebbe, pertanto, da considerare come dies a quo per il computo del termine semestrale per la riassunzione di cui all’art. 627 cpc.

Ciò risulterebbe garantire la regolare ripresa delle attività anche per tutti quei casi in cui i Tribunali abbiano assegnato termini più brevi per la riassunzione. In tali circostanze, infatti, se facessimo decorrere i termini dal 31.12.2020 (escludendo, così, il periodo relativo all’ultima proroga considerata in contrasto con la nostra carta costituzionale), questi sarebbero inevitabilmente già decorsi.  

Si avrebbe così il paradossale effetto di creare ai creditori un ingente danno a fronte dell’emissione di una pronuncia della Corte Costituzionale che, al contrario, era volta apertamente a tutelarli.

A fronte di quanto sopra dobbiamo, tuttavia, segnalare che, ad oggi, l’unico Foro che sembra essersi espresso sul punto è il Tribunale di Roma che, con circolare del 24.6.2021 a firma di tutti i Giudici dell’Esecuzione, sembrerebbe richiedere il deposito della riassunzione entro sei mesi decorrenti del 31.12.2020, ovvero entro il 30.06.2021.

I magistrati firmatari, infatti, espressamente sostengono che la sospensione ex lege deve ritenersi cessata alla data del 31.12.2020 e richiamano i precedenti provvedimenti adottati, in base ai quali era stato stabilito che la riassunzione fosse da effettuarsi entro sei mesi dalla cessazione della sospensione.  

Tale ricostruzione del Foro romano, sembra non considerare che l’effetto della sentenza della Corte non è quello di far retroagire il termine per la riassunzione, ma quello di impedire l’applicazione dell’art. 54 ter a far data dal 23.06.2021.

A ciò si aggiunge che una simile interpretazione – ad oggi fortunatamente isolata –non farebbe altro che pregiudicare ulteriormente la posizione dei creditori , i quali dovrebbero – pena l’estinzione – riassumere le procedure interessate dalla sospensione entro il 30 giugno ovvero a pochi giorni dalla pronuncia della Corte Costituzionale ; tutto ciò confliggendo  con i principi posti alla base della pronuncia stessa , ovvero il pregiudizio ingiusto subito dai creditori a fronte della proroga del periodo di sospensione ex art. 54 ter.

Margherita Domenegotti – m.domenegotti@lascalaw.com

Chiara Gennaro – c.gennaro@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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