Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

Il rischio di prescrizione nell’espropriazione contro i terzi proprietari

Con una recente sentenza, la Corte di Cassazione ha chiarito i rapporti che legano l’espropriazione promossa nei confronti del terzo proprietario e la prescrizione del diritto di credito nei confronti del debitore principale.

La vicenda trae origine da un finanziamento erogato da un Istituto di Credito a favore di un soggetto, garantito da ipoteca iscritta su beni di proprietà di altri due soggetti.

A fronte dell’inadempimento, la Banca notificava l’atto di precetto nei confronti di tutti i soggetti contrattuali promuovendo il pignoramento immobiliare sui beni oggetto di ipoteca di proprietà dei terzi proprietari, nonché garanti.

Successivamente, a distanza di molti anni, la procedura esecutiva veniva dichiarata estinta, atteso il decesso di uno dei terzi proprietari anteriore alla data del pignoramento, la mancanza dell’annotazione di tale avvenimento all’interno della documentazione ipocatastale, nonché la mancata notifica del pignoramento agli eredi del de cuius.

Dopo qualche anno, la cessionaria del credito notificava un nuovo atto di precetto al debitore garantito, nonché agli eredi del terzo garante ipotecario, i quali promuovevano giudizio di opposizione a precetto lamentando l’intervenuta prescrizione del credito a garanzia del quale era stata concessa l’ipoteca.

L’opposizione veniva accolta in primo grado e confermata in sede di appello.

Investita della questione, la Cassazione ha rigettato la prima contestazione della ricorrente (cessionaria del credito) che intendeva estendere anche al debitore originario gli effetti interruttivi del successivo pignoramento promosso nei confronti dei soli terzi proprietari.

Sul punto, la Suprema Corte ha sottolineato che il debitore originario era stato oggetto soltanto della notifica di un atto di precetto, con la conseguenza che allo stesso non potesse applicarsi l’efficacia interruttiva ex art. 2943 c.c. del pignoramento notificato soltanto ai garanti ipotecari.

Difatti, come chiarito nell’arresto in esame, l’atto di precetto produce “un effetto interruttivo della prescrizione del relativo diritto di credito a carattere solamente istantaneo” con la conseguenza che, una volta verificatosi questo effetto, inizia a decorrere dalla sua notifica un nuovo periodo di prescrizione.

Inoltre, secondo la Cassazione, nell’ipotesi di espropriazione contro il terzo proprietario non sussiste un litisconsorzio “necessario fra il debitore principale e i terzi datori di ipoteca”, atteso che il debitore non è legittimato passivo dell’azione esecutiva ma rimane comunque “parte necessaria del procedimento esecutivo”, talché “deve essere sentito tutte le volte in cui deve essere sentito anche il terzo proprietario assoggettato all’esecuzione”.

Per la Suprema Corte, dunque, “la notifica di un pignoramento immobiliare contro il terzo proprietario … produce l’effetto di interrompere la prescrizione del credito azionato (art. 2943, primo comma, cod. civ.), e di sospenderne il decorso (art. 2945, secondo comma, cod. civ.), anche nei confronti del debitore diretto, purché Io stesso venga sentito nei casi previsti dall’art. 604, secondo comma, cod. proc. civ. o il creditore gli abbia comunque dato notizia dell’esistenza del processo esecutivo e fermo restando che l’effetto sul decorso della prescrizione sarà solamente interruttivo ma non sospensivo nel caso di estinzione del procedimento ex art. 2945, terzo comma, cod. civ.”.

Difatti, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2945 II comma c.c., l’effetto interruttivo permanente determinato dalla notifica dell’atto di pignoramento “si protrae … fino al momento in cui il processo esecutivo abbia fatto conseguire al creditore procedente, in tutto o in parte, l’attuazione coattiva del suo diritto ovvero, alternativamente, fino alla chiusura anticipata del procedimento determinata da una causa non ascrivibile al creditore medesimo, mentre, in caso contrario, all’interruzione deve riconoscersi effetto istantaneo, a norma dell’art. 2945, terzo comma, cod. civ.”.

Nel caso di specie, tuttavia, la causa di estinzione era da ascrivere a un comportamento negligente del creditore con la conseguenza che – in applicazione del già indicato principio – la notifica dell’atto di pignoramento aveva avuto “l’effetto di interrompere il decorso della prescrizione del credito, ma non anche di sospenderlo, così come previsto dall’art. 2945, terzo comma, cod. civ., nemmeno nei confronti dei terzi proprietari”.

Cass., Sez. III, 5 giugno 2020, n. 10808

Tommaso Molteni –  t.molteni@lascalaw.com

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