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Ripetizione e fideiussione

Il Tribunale di Perugia, in una recente ed articolata pronuncia che affronta il tema degli asseriti illegittimi addebiti intervenuti in un rapporto di conto corrente, ha avuto modo di chiarire, incidentalmente, anche la posizione che assume – in un contenzioso di questo tenore – il fideiussore che ha prestato garanzia alle obbligazioni assunte dal titolare del rapporto oggetto di giudizio.

In particolare, qualora il garante intenda eccepire le medesime contestazioni sollevate dal correntista e chiedere l’accoglimento delle medesime conclusioni dallo stesso formulate, occorrerà necessariamente operare un distinguo.

Il giudice umbro, infatti, ha chiarito che in caso di azione di ripetizione degli asseriti indebiti “i fideiussori sono privi di legittimazione attiva circa eventuali domande restitutorie”.

Se è pur vero che “il fideiussore è legittimato a far valere la nullità del contratto da cui deriva l’obbligazione principale giacchè sussiste evidentemente il suo interesse a far risultare l’invalidità di tale obbligazione che determina l’invalidità anche dell’obbligazione fideiussoria in ragione del suo, noto, carattere accessorio (cfr. Cass. 08/07/83, n. 4605)” è altrettanto vero che, con riferimento alla domanda di ripetizione eventualmente svolta dai fideiussori per ottenere la restituzione di somme indebitamente incamerate dall’istituto di credito, il garante “non è titolare di un autonomo diritto di credito, atteso che il diritto alla restituzione delle somme versate indebitamente ex art. 2033 c.c. spetta soltanto al soggetto che ha effettuato il pagamento e, quindi, al titolare del conto corrente”.

Il fideiussore potrà, semmai, qualora adempia all’obbligazione oggetto di garanzia per conto del garantito, o surrogarsi nei diritti del creditore nei confronti del quale ha pagato i debiti del garantito, oppure esercitare l’azione di regresso nei confronti del debitore garantito, a favore del quale ha prestato la garanzia.

Privo di legitimatio ad causam è, dunque, il garante che intenda esercitare, nei confronti del creditore a favore del quale è stata prestata la garanzia, un diritto facente capo al garantito, posto che lo stesso diritto è da ritenersi estraneo alla sua sfera giuridica e, di conseguenza, sprovvisto di diretta tutela mediante esperimento di un’apposita azione in giudizio: “non può non evidenziarsi che non esiste nessuna norma giuridica che consenta al fideiussore di ottenere dall’istituto bancario la restituzione di somme che rientrano esclusivamente nella sfera giuridica del debitore garantito nonché di ottenere il ristoro dei danni sempre da quest’ultimo patiti”.

Il garante può “unicamente far valere, per effetto dell’accertata nullità, la compensazione del credito restitutorio con quello eventualmente spettante all’istituto di credito”; è legittimato alla contestazione della sussistenza e dell’entità del credito nei limiti dell’impegno fideiussorio assunto, ma non può avanzare pretese restitutorie di sorta.

Tribunale di Perugia, Sentenza n. 1714/19 (6 novembre 2019)

Andrea Maggioni – a.maggioni@lascalaw.com

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