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Ripetizione dell’indebito: onere della prova ricade sul correntista

Il Tribunale di Genova, chiamato a dirimere una controversia insorta tra un istituto di credito e la correntista, ha preso posizione in tema di ripetizione di indebito.

Nel caso che ci occupa, parte attrice chiedeva la condanna della banca alla restituzione di somme indebitamente percepite in ordine ai rapporti di conto corrente in essere con l’istituto di credito.

La questione sottoposta al vaglio del Tribunale è stata decisa in senso favorevole all’istituto di credito convenuto, sulla scorta delle seguenti ragioni di diritto.

Richiamando il principio generale statuito dalla Corte di Cassazione (ex pluris Cass. sent. n. 1146/03 e Cass. sent. n. 22872/10) il Giudice genovese ha stabilito che “parte attrice deve assolvere all’onere della prova che grava sul creditore istante ex art. 2033 c.c., il quale è tenuto a provare i fatti costitutivi della sua pretesa e quindi sia l’avvenuto pagamento, sia la mancanza di una causa che lo giustifichi.”

Detto principio, prosegue il Tribunale, vale anche nell’ipotesi in cui si assuma che il pagamento è indebito non per l’intero ma solo per una parte.

Pertanto, la correntista che agisce per la ripetizione dell’indebito ha l’onere di produrre in giudizio tutti gli estratti conto, così da fornire prova degli avvenuti pagamenti indebiti, nonché dedurre prove circa la mancata ricezione degli estratti conto, “atteso il principio di vicinanza della prova e della presunzione di ricezione degli atti inviati all’indirizzo del destinatario ex art. 1355 c.c.”

In difetto, le violazioni dedotte da parte attrice non possono essere accertate in concreto.

Conclude il Giudice genovese ribadendo che “nell’azione di ripetizione dell’indebito l’accertamento dell’insussistenza dell’obbligo di pagamento rappresenta un mero antecedente logico della domanda di restituzione della somma corrisposta e non già l’oggetto di un’autonoma domanda di accertamento negativo: pertanto, nel caso in cui la domanda di ripetizione debba essere rigettata per mancanza della prova dell’asserito pagamento l’attore non ha interesse alla pronuncia sull’accertamento negativo del debito, trattandosi di una domanda del tutto diversa, per petitum e causa petendi, da quella originariamente proposta con l’atto introduttivo del giudizio”.

Maria Grazia Sclapari m.sclapari@lascalaw.com

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