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Ripetizione dell’indebito, l’onere probatorio ricade sull’attore

Il correntista che agisce in giudizio per la ripetizione dell’indebito è tenuto a fornire la prova, sia degli avvenuti pagamenti, sia della mancanza, rispetto ad essi, di una valida “causa debendi“, sicché ha l’onere di documentare l’andamento del rapporto con la produzione di tutti quegli estratti conto che evidenziano le singole rimesse suscettibili di ripetizione, in quanto riferite a somme non dovute.

Questo il principio espresso dal Tribunale di Crotone, con sentenza n. 860 del 5 luglio 2018.

Nel caso in commento, un correntista conveniva in giudizio una banca, con la quale aveva sottoscritto un contratto di conto corrente, al fine di far condannare l’istituto di credito alla restituzione degli importi indebitamente percepiti, ritenendo che nel corso del rapporto fossero stati applicati tassi d’interesse oltre soglia, interessi anatocistici e c.m.s.

Il Tribunale, in particolare, rilevava che nella ripetizione di indebito l’onere probatorio – in ossequio ai canoni probatori discendenti dalla disposizione generale di cui all’art 2697 c.c. – incombe sull’attore, essendo suo onere documentare l’andamento del rapporto con la produzione integrale degli estratti conto, da cui trarre le singole rimesse suscettibili di eventuale ripetizione.

La mancata produzione del contratto e dei relativi estratti conto non consentono di accertare le pattuizioni intervenute tra le parti, né l’andamento del rapporto, e, pertanto, la domanda restitutoria è da ritenersi sfornita di prova dei fatti costitutivi della pretesa.

Parte attrice dunque, secondo la prospettazione del Giudice adito, non ha assolto l’onere probatorio, che – sempre secondo il Tribunale – non poteva essere nemmeno sanato mediante la richiesta di esibizione ex art. 210 c.p.c., tenuto conto che, ai sensi dell’art. 119 TUB, il cliente ha diritto ad ottenere “copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni” e, nel caso di specie, non risultava neanche un preventivo tentativo di richiesta in base alla citata norma.

Alla luce di tali considerazioni, il Giudicante ha rigettato la domanda.

Tribunale di Crotone, 5 luglio 2018, n. 860 (leggi la sentenza)

Giulia Martucci – g.martucci@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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