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Rimessione al giudice di primo grado: nuova pronuncia della Corte Costituzionale

La scelta del legislatore di non inserire tra le ipotesi di rimessione in primo grado quella della pretermissione dell’istanza del convenuto-opponente di chiamata di un terzo in garanzia è un’opzione discrezionale, legittima perché non manifestamente irragionevole, attesa la sua funzionalità al valore costituzionale della ragionevole durata del processo sul rapporto principale, potendo il convenuto-opponente esercitare la domanda di garanzia tramite l’instaurazione di un autonomo giudizio contro il terzo.

Questo è il principio affermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 58 depositata il 26 marzo 2020.

La vicenda trae origine dall’istanza della Corte d’Appello di Milano che ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 354 c.p.c. in riferimento agli artt. 3, 24, 111 e 117, primo comma, della Costituzione e di quest’ultimo in relazione all’art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU),”nella parte in cui non prevede che il giudice d’appello debba rimettere la causa al giudice di primo grado, se è mancato il contraddittorio, non essendo stata da questo neppure valutata, in conseguenza di un’erronea dichiarazione di improcedibilità dell’opposizione, la richiesta di chiamata in causa del terzo, proposta dall’opponente in primo grado, con conseguente lesione del diritto di difesa di una della parti”.

Dunque, ad avviso della Corte d’Appello, il principio di tassatività ed eccezionalità delle ipotesi di rimessione di cui agli artt. 353 e 354 c.p.c., pregiudicherebbe il diritto di difesa dell’opponente, che sarebbe costretto ad agire in via autonoma contro il garante, senza potersi avvalere nei suoi confronti del giudicato formatosi sull’azione principale.

La Corte Costituzionale, investita della questione, ha preliminarmente specificato che la scelta del legislatore di non includere tra le ipotesi di rimessione in primo grado quella della pretermissione dell’istanza del convenuto-opponente di chiamata di un terzo in garanzia impedisce di recuperare il processo simultaneo tra la domanda principale e la domanda di garanzia ma, tuttavia, non impedisce che quest’ultima sia fatta valere nella competente, pur se distinta, sede giudiziaria con pienezza di contraddittorio e difesa.

Difatti, secondo la costante giurisprudenza della Corte Costituzionale “nell’ordinamento processuale civile, la rimessione al primo giudice è fenomeno limitato ai casi previsti dagli artt. 353 e 354 cod. proc. civ.”, sicché corrisponde ai principi che il secondo giudice decida nel merito, senza dare luogo a rimessione, qualora abbia “constatato una violazione in prima istanza delle regole del contraddittorio o del diritto di difesa non riconducibile ai casi di rimessione espressamente previsti”.

In conclusione, nel caso in esame la Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 354 c.p.c., sollevata dalla Corte d’appello di Milano, in riferimento agli artt. 3, 24, 111 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’art. 6 della CEDU.

Corte Cost., 26 marzo 2020, n. 58

Mirko Martini – m.martini@lascalaw.com

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