Mediazione bancaria

Rimessa alla Corte UE la questione dei rapporti tra mediazione obbligatoria e ADR

Trib. Verona, 28 gennaio 2016 (leggi l’ordinanza)

Con un’articolata ordinanza, il Tribunale di Verona ha ritenuto di rimettere alla valutazione della Corte UE la questione della compatibilità tra la mediazione obbligatoria, introdotta dall’art. 5 comma 1bis del D. Lgs. 28/2010, e la speciale procedura di risoluzione alternativa della controversie (ADR), introdotta nel Codice del consumo in attuazione alla direttiva 2013/11/UE.

Nel caso di specie, un consumatore opponeva un decreto ingiuntivo emesso a suo carico, a fronte del saldo debitore di conto corrente. Dopo essersi pronunciato sulla provvisoria esecutività del titolo opposto, il Giudice si è interrogato se fosse necessario sospendere la causa e assegnare termine alle parti per introdurre il procedimento di mediazione obbligatoria, trattandosi di controversia bancaria.

Infatti, il G.U. ha rilevato che la controversia presentava caratteristiche tali da farla rientrare anche nell’ambito di applicazione del D. Lgs. n. 130/15, che ha recepito la direttiva UE 2013/11 e che prevede la possibilità per i consumatori di avvalersi, senza l’assistenza di un legale e volontariamente, di organismi adr, in relazione a contrasti attinenti obbligazioni nascenti da contratti di vendita o servizi.

Dopo aver illustrato le diverse norme che potrebbero regolare la fattispecie, il Giudice osserva come le stesse siano, in base al tenore letterale, in contrasto tra loro. Infatti il D. Lgs. 130/2015, se, da un lato, indica come prevalenti le disposizioni nazionali che prevedono l’obbligatorietà delle procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie, dall’altro lato, fa invece salva la normativa sulle adr per i consumatori; occorre, inoltre, considerare che in ogni caso l’esperimento della adr non soddisferebbe la condizione di procedibilità della causa.

Alla luce di quanto precede, il Tribunale di Verona ha deciso di chiedere l’intervento chiarificatore della Corte di Giustizia. In primo luogo, il giudice veronese si  domanda se la direttiva 2013/11 abbia inteso implicitamente far salvo il diritto degli stati membri di prevedere la mediazione obbligatoria in sostituzione della adr per i consumatori, anche nelle controversie in cui è possibile ricorrere a quest’ultimo strumento.

Secondariamente, il Giudice chiede di chiarire come si possano conciliare la mediazione obbligatoria con la normativa Adr, atteso che la prima prevede l’assistenza difensiva obbligatoria (ed i relativi costi) e l’obbligatorietà di partecipare al procedimento, mentre la seconda è basata sulla volontarietà e non richiede necessariamente l’assistenza di un legale.

A questo punto non resta che attendere la decisione che assumerà la Corte di Giustizia Europea.

2 marzo 2016

Simona Daminellis.daminelli@lascalaw.com

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